Il Tirreno

Pontedera

l’importanza della videosorveglianza 

Secondo omicidio risolto grazie alle telecamere

s.c.

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CASTELFRANCO

Sono 23 le telecamere passate al setaccio dai carabinieri in queste settimane. Un lavoro certosino, affidato sia alla stazione di Castelfranco di Sotto che a quella di Santa Croce. Sull’importanza di una buona rete di videosorveglianza civica si è soffermato il procuratore Alessandro Crini. «In tempi di emergenza – ha spiegato – le indagini per un omicidio non sono banali. È abbastanza inconsueto che un decesso di questo tipo determini un’identificazione la sera. Il povero Checcucci non aveva documenti, quindi i tempi si sono allungati. Il dato di partenza che ci impressionò fu la brutalità dell’omicidio». Una decina le coltellate e altri colpi assestati con una mazza. Determinanti, alla fine, sono stati due elementi: la telecamera che riprende l’accesso all’argine di Santa Croce e il dna sotto le unghie della vittima, una persona atletica che si è ribellata con forza al suo aggressore. È la seconda volta che un omicidio volontario aggravato dalla premeditazione (stesso reato contestato a Luigi Cascino) avvenuto nel comprensorio del Cuoio viene risolto grazie anche alle telecamere collocate lungo le strade. È stato così anche per l’uccisione di Giuseppe Marchesano, trovato crivellato da numerosi colpi di pistola nella sua casa a Casteldelbosco (Montopoli Valdarno). L’omicida, Danny Scotto, 27 anni, di Chiesina Uzzanese, venne scoperto grazie alle telecamere lungo la Tosco Romagnola. Ieri i sindaci di Castelfranco e Fucecchio, Gabriele Toti e Alessio Spinelli, ha ringraziato i carabinieri per il lavoro svolto. —s.c.

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