Sicurezza
Prende corpo la cantina sul pendio verso il mare
L’azienda agricola Terra de’ Pepi è protagonista di un sostanzioso investimento «A primavera uno spazio di 300 metri per dare impulso al turismo green»
volterra
Produrre vino che sia espressione del territorio da cui proviene. E quel territorio è a un chilometro dal centro di Volterra che di storia vanta ben trenta secoli. E quel vino non è “biologico”, oppure “biodinamico” o “naturale”. Ma “agricoltura viva”.
Il pendio che guarda il mare
Da degustare. È non soltanto il sogno, ma più che altro il progetto dell’azienda agricola Terra de’ Pepi a un passo da Volterra sul pendio che scende verso Saline e che quindi guarda il mar Tirreno. Francesco Pepi, 40 anni, è agronomo dal 2006 con successivi Master in enologia e cantiniere. Il momento è difficile anche tra i filari e in cantina, «ma a primavera contiamo di aprire uno spazio per la degustazione dei nostri prodotti». «Un vino – spiega il diretto interessato – creato con l’eliminazione di qualsiasi supporto chimico-analitico come concimi, diserbanti, lavorazioni meccaniche invasive e fredde analisi di laboratorio a favore di tecniche che prevedono l’utilizzo di processi naturali di rivitalizzazione del terreno come sovesci, lavorazioni minime e in sintonia con i moti astrali tra cicli lunari e astrologici».
Bando europeo
Un progetto, a dire il vero, che ha preso forma da alcuni anni, ma che nel tempo ha conosciuto anche qualche intoppo di troppo, come spesso accade in circostanze simili a quelle dell’azienda agricola volterrana . «Come quello incontrato con il bando europeo che assegnava un cospicuo finanziamento a un progetto cantierabile ma non ancora cantierato. Per un impegno di circa mezzo milione di euro si raggiungeva un finanziamento di poco inferiore ai 200mila».
Intoppi burocratici
Però tra la solita burocrazia e altri intoppi non è mai andato in porto. Ma all’azienda agricola Terra de’ Pepi nessuno si è perso d’animo. E anche il padre di Francesco, Roberto ora in pensione da direttore generale della Cassa di risparmio di Volterra e attuale presidente della Fondazione dello stesso istituto di credito, contribuisce ai sogni nel cassetto dell’intera famiglia.
I vini
Così da quei tre ettari di vigneto (il primo venne impiantato nel 2007, con Francesco fresco di laurea) esposto a sud-ovest, sul versante di Volterra in cui si vede il mare, dal suolo prevalentemente argilloso con massiccia presenza di scheletro (sassi) escono quattro vini a Indicazione geografica tipica (Igt) come il Sangiovese Permeglio (vitigno Sangiovese in purezza), il Rosso Rogaio (vitigni: Sangiovese 50%, Montepulciano 30%, Ciliegiolo 20%), il Rosato Nascita (Sangiovese 100%), il Vermentino Biancà (Vermentino 100%). Che rappresentano il progetto e al tempo stesso il futuro di Terra de’ Pepi. Ma soprattutto il sogno per una espansione dell’azienda, con possibilità di dare occupazione.
Il sogno della nuova cantina
«La cantina attuale non ci permette di fare molto, ma se i lavori procedono come è mia intenzione, conto di avere a primavera circa 300 metri quadrati di cantina, dove poter ben ospitare chi vuole degustare i nostri prodotti, nel quadro di un turismo verde di notevole rilievo», spiega Francesco Pepi facendo immaginare sul serio come sarà il progetto.
Tra Bolgheri e Montescudaio
La qualità delle uve che entrano in cantina è tale che, seppur prodotti Igt, non hanno nulla da invidiare a disciplinari più “severi”. A 40 chilometri c’è il Bolgheri e ancor prima il Montescudaio Doc, verso la Valdera il Chianti delle Colline Pisane e a est il Senese e il Fiorentino con le loro meraviglie. «Degustare il nostro vino – conclude Francesco Pepi – vuol dire avere il piacere di assaggiare il nostro splendido e unico territorio». –
paolo falconi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
