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Poste a Treggiaia ancora chiuse il sabato malgrado le promesse

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PONTEDERA

Doveva riaprire per due giorni a settimana invece dell’attuale unica giornata, invece le promesse non sono state ancora mantenute. È l’ufficio postale di Treggiaia (foto), che resta aperto il mercoledì mentre il sabato la porta è ormai chiusa da tempo. Facile immaginare il disagio di una popolazione composta, in maggioranza, da persone anziane e che da tempo si vedono lentamente tagliare i servizi minimi. «Ci siamo già mossi con Poste Italiane per chiedere spiegazioni e riportare la situazione alla normalità», dice l’assessore ai lavori pubblici di Pontedera Mattia Belli.

La riduzione dell’orario di apertura delle Poste che si trovano nella piazza principale della frazione è un problema che arriva da lontano. Nel 2016 l’ufficio era stato inserito da Poste Italiane nell’elenco di quelli che aveva intenzione di chiudere definitivamente. Tanti paesi sarebbero rimasti senza uno dei servizi che qualificano la qualità della vita in un centro abitato. Le amministrazioni comunali coinvolte in questa sforbiciata di uffici postali, però, insorsero facendo ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) vincendo la battaglia.

Ma quella, almeno per Treggiaia, fu praticamente una vittoria effimera, visto che pochi mesi più tardi ci fu una protesta veemente dei cittadini per la consegna in ritardo della corrispondenza, in particolar modo delle bollette che arrivavano nelle case con abbondante ritardo. Anche qui minacce di esposti per chiedere di garantire il servizio. Poi è arrivata l’emergenza sanitaria da coronavirus che ha portato alla razionalizzazione degli orari per limitare l’esposizione al contagio dei dipendenti. L’ufficio della frazione pontederese da due giorni di apertura a settimana è stato portato a un solo giorno (il mercoledì, appunto). Ma con il rallentamento della pandemia in estate, su richiesta del Comune, Poste aveva annunciato il ritorno alla normalità per novembre. Cosa che non è avvenuta.

«Abbiamo saputo che il ripristino delle due giornate di apertura è slittato di un mese – aggiunge Belli – ma è chiaro che così non va affatto bene perché gli abitanti di questo paese sono in grossa difficoltà. È in corso una raccolta di firme da presentare a Poste Italiane e dimostrare, in questa maniera, quanto sia forte la richiesta dei cittadini di ottenere di nuovo il normale svolgimento del servizio». —

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