Gioco
Famiglia sbotta: «Stop a pazienti Covid nella casa di riposo»
FUCECCHIO
C’è chi non ha digerito la scelta della Rsa Vincenzo Chiarugi di Empoli di concedere posti letto dell’area Covid a pazienti di altre strutture su richiesta dell’Asl Toscana Centro. È la famiglia di Giuseppe Radice, 64enne ex presidente della contrada di San Pierino a Fucecchio, contagiato dal coronavirus e ospite della struttura.
La moglie Francesca De Vecchis e la figlia Natasha Radice puntano il dito sulla direzione, temendo che questa scelta possa compromettere il quadro clinico dei pazienti. «Manca il personale infermieristico e gli oss e si prendono altri positivi? – commentano le due donne –. A Giuseppe non hanno fatto la barba per quattro giorni perché non avevano tempo, è stato abbandonato».
Le spiegazioni date dalla direttrice, Mariella Bulleri, nei giorni scorsi non sono bastate alla famiglia fucecchiese: «Se altre strutture hanno problemi di Covid è una questione loro – proseguono – che li mandino negli ospedali. Il sistema non va bene: se una struttura è già infettata, non deve entrare più nessuno. Gli ospiti sono abbandonati vivi, in una croce».
La direttrice della Chiarugi risponde però alle accuse: «Per sostenere questa situazione – spiega Mariella Bulleri – siamo passati da 97 a 129 dipendenti. Abbiamo già prorogato contratti in scadenza per non rischiare di avere poco personale. Le zone dei negativi e dei positivi sono separate. Abbiamo assunto profili qualificati e le chiamate le ho fatte io personalmente. Siamo una no profit e ci siamo messi a disposizione della sanità territoriale per risolvere i problemi: delle sette richieste dell’Asl ne abbiamo accolte per il momento cinque per prudenza. Non riempiremo tutti i letti. Abbiamo una buona reputazione e ci sono stati anche messaggi di sostegno. Non stiamo accogliendo nuovi ospiti sani in Rsa, anche se ci sono famiglie in attesa».
«Radice è in una camera comunicante con l’infermeria con altri tre pazienti Covid al secondo piano. È sotto controllo e ha già contratto il Covid, non corre rischi. Se si negativizzerà, come da procedura, lo porteremo nell’area “pulita”, sempre con il massimo delle cure e delle attenzioni». –
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