Gioco
Didattica a distanza con la lavagna smart. E l’alunno assente segue le lezioni
L’assessora regionale Nardini al comprensivo di Castelfranco. In classe piccoli gruppi di studenti che hanno più difficoltà
CASTELFRANCO. Non serve un’intera classe chiusa in casa per fare la didattica a distanza. All’istituto comprensivo Leonardo da Vinci di Castelfranco la lezioni a distanza si possono fare anche singolarmente, per un solo ragazzo che deve rimane in quarantena o in isolamento fiduciario per qualche giorno. Al suo posto, montato sul banco e collegato con la lavagna lim, viene posizionato un notebook o un pc che permette all’alunno di essere virtualmente in classe. Certo non può copiare dai compagni o passar loro i bigliettini, ma può ugualmente intervenire, alzare la mano e fare domande all’insegnate.
visita dopo i lavori
Un sistema ormai collaudato, «con cui questa scuola riesce a non lasciare indietro nessuno dei suoi ragazzi», ha detto l’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini, arrivata ieri mattina a Castelfranco, nella scuola media di piazza Mazzini, per fare il punto della situazione con il sindaco Gabriele Toti e con il nuovo dirigente scolastico Sandro Sodini. Un’occasione per visitare l’istituto dopo i lavori eseguiti nei mesi scorsi per adeguare le aule e gli accessi alle normative anti Covid, ma anche per analizzare la situazione alla luce delle nuove restrizioni dettate dalla “zona rossa” e pianificare i prossimi passi per il futuro. «Ho trovato una situazione ben gestita – ha commentato Nardini – Qui ho visto come può e deve funzionare la didattica a distanza per non lasciare indietro nessuno, perché dobbiamo evitare che questo difficile momento finisca per acuire le differenze fra i ragazzi».
lim e piccoli gruppi in classe
Prima dell’ingresso della Toscana in “zona rossa”, l’obiettivo del nuovo dirigente Sodini era garantire il più possibile la didattica in presenza. Da qui la scelta del sistema misto che permette agli alunni assenti di seguire le lezioni coi compagni in aula. «Uno sforzo importante – ha detto Sodini – reso possibile grazie all’animatore digitale Martina Landi e con la disponibilità dei docenti». Non solo: ora che la didattica a distanza è divenuta obbligatoria per le classi di seconda e terza media, il comprensivo di Castelfranco ha scelto di far andare in aula 7 alunni a rotazione, «dando priorità – ha spiegato il dirigente – ai ragazzi che hanno più difficoltà».
connettività e tracciamento
«È un bell’esempio di collaborazione fra scuola e Comune – ha commentato l’assessore Nardini – Il comprensivo si è mosso da subito per garantire la didattica a distanza anche a singoli alunni, dall’altro un Comune che si è occupato di garantire ovunque una migliore connettività. Il dirigente scolastico, inoltre, sta collaborando positivamente con la Asl sul tema del tracciamento per evitare la diffusione del contagio: una buona pratica che mi auguro possa essere d’esempio».
polo 0-6
Per il sindaco Toti, dopo aver ricordato gli interventi eseguiti per migliorare gli accessi e lo spazio delle aule, la presenza dell’assessore è stata anche l’occasione per parlare di un progetto che il Comune è deciso a realizzare. È il polo scolastico 0-6 per nido e scuola dell’infanzia oggi frammentati fra piazza Garibaldi e via Solferino. «Ringrazio l’assessore Nardini – ha detto il sindaco – perché testimonia la vicinanza della Regione nei confronti delle scuole. È stata l’occasione per parlare della situazione attuale, ma per affrontare in prospettiva anche lo sviluppo dell’edilizia scolastica che vogliamo perseguire, alla luce delle prospettive demografiche e degli spazi disponibili, partecipando a tutte le opportunità che si presenteranno».
fondi europei da intercettare
Del resto è proprio Alessandra Nardini a coordinare a livello nazionale la partita dei finanziamenti europei per l’edilizia scolastica, di cui la Toscana si è fatta promotrice. «La nostra Regione – ha spiegato l’assessora – ha avanzato una proposta al Governo e alle altre Regioni per intercettare le risorse europee che arriveranno per sostenere l’edilizia scolastica. Perché abbiamo bisogno di progettare scuole sicure, accoglienti, innovative e allo stesso tempo inclusive. Il comprensorio del Cuoio rappresenta da questo punto di vista un’esperienza positiva: favorire processi di integrazione per gli alunni figli di immigrati o prevenienti da altri Paesi è una condizione necessaria per costruire una Toscana più coesa». —
Giacomo Pelfer
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