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duello in tribunale 

Lambertucci archiviato: nessun reato per le foto dei rifiuti nell’androne

Pietro barghigiani
Lambertucci archiviato: nessun reato per le foto dei rifiuti nell’androne

L’avvocato era stato querelato da una residente senegalese Il giudice: «Agli atti non risulta il suo accesso nella proprietà»

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santa croce

Una denuncia sociale e politica senza alcuna denigrazione della persona, né violazione dei luoghi per documentare la pessima abitudine di abbandonare i rifiuti.

Sono le motivazioni con le quale il gip Giulio Cesare Cipolletta ha disposto l’archiviazione nei confronti dell’avvocato Alessandro Lambertucci, leader dell’opposizione a Santa Croce sull’Arno e già candidato sindaco con la lista Per un’altra Santa Croce.

Era stato querelato dalla residente di un condominio che si era sentita diffamata per le dichiarazioni del politico, con foto a corredo, sull’inciviltà di lasciare la spazzatura in strada facendo un esplicito riferimento alla popolazione straniera. In particolare aveva denunciato la sporcizia presente nell’androne del palazzo, quello dove abita la donna, una senegalese, assistita dall’avvocato Valentina Abu Awad.

Sulla diffamazione la parte civile non aveva fatto opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dal pm Lydia Pagnini. Era la violazione di domicilio l’elemento residuo in contestazione al consigliere di minoranza santacrocese.

L’avvocato Lambertucci, difeso dal legale Massimo Nitto, quelle dichiarazioni alla stampa le aveva rilasciate nel suo ruolo di oppositore alla giunta Deidda. Neanche conosceva la cittadina senegalese.

«I fatti di causa si inseriscono in un quadro di conflittualità politica tra l’indagato (capogruppo di una formazione politica di colore diverso rispetto a quello del sindaco) e l’amministrazione comunale, in tema di immigrati, di accoglienza e di sostegno alle famiglie in difficoltà - è la premessa del giudice che contestualizza l’episodio –. Lambertucci ha stigmatizzato il comportamento di “cittadini stranieri che abitano nel centro storico di abbandonare i rifiuti per strada”; “questi cittadini la spazzatura sono soliti tenerla ammassata negli androni delle case per liberarsene quando a loro fa più comodo”».

La diffamazione non c’è perché la cittadina non viene indicata. E neanche la violazione di domicilio per le foto all’androne sporco. Sempre il giudice: «Lambertucci non ha fatto ingresso nell’abitazione della (omissis, ndr) ma solo nell’androne posto al piano terra (rispetto ad un palazzo di tre piani) ove la donna - occupando abusivamente uno spazio condominiale - aveva depositato i vari sacchi e oggetti vari di cui alle fotografie in atti. Anzi, dagli atti non risulta neppure che vi sia stato un materiale accesso nel detto androne, ben potendo egli aver scattato le fotografie dall’esterno del palazzo, approfittando della (casuale o meno) apertura del portone di ingresso». —



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