Il Tirreno

Pontedera

davanti al discount di pontedera 

«Eurospin non tutela la nostra salute» Protesta dei dipendenti

Nilo Di Modica

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pontedera

«Con i suoi comportamenti Eurospin mette a rischio la salute». Lavoratori sul piede di guerra nella catena italiana di discount, che in provincia di Pisa è presente in 9 comuni ed è finita nel mirino con l’accusa di scarsa osservanza dei dispositivi di sicurezza. A denunciarlo di fronte al punto vendita pontederese (nella foto), in adesione ad una mobilitazione regionale, è la Filcams, impegnata in una lotta iniziata il 2 novembre con uno sciopero. «In provincia i lavoratori coinvolti sono un centinaio, ma i problemi che denunciano sono ovunque – spiega Matteo Taccola, della Filcams Cgil Pisa –. Il comportamento di Eurospin è stato anomalo fin dall’inizio della pandemia, con rischi per la salute dei lavoratori e non solo. Basti pensare che fra le catene della distribuzione sono stati gli ultimi in zona ad installare i plexiglass alle casse». Subito a disposizione invece mascherine e visiere.

«Queste ultime, usate per tutto il turno, hanno dato problemi a molti – continua il sindacalista –. Alcuni lavoratori hanno accusato disturbi, problemi alla vista ed altro. Alcuni a fine del turno hanno avuto svenimenti: l’ultimo è avvenuto a Calci pochi giorni fa, con corsa in ospedale».

Situazione che sta cambiando in queste settimane ma, come denuncia la Cgil, solo in parte e tardivamente. «Tutte le migliorie sono arrivate dopo lo sciopero e spesso solo dove l’adesione è stata alta. La protesta di inizio novembre ha avuto un’adesione del 60%, con punte anche più alte. Di qui l’idea di chiamare a raccolta lavoratori, giornalisti e amministratori di fronte ai punti vendita toscani, uno per provincia».

Presenti all’incontro, con parole di sostegno, vari amministratori dei comuni interessati, fra cui il vicesindaco di Pontedera Alessandro Puccinelli. «In questi giorni sono arrivate le guardie private per garantire la contingentazione, alcune assunzioni di interinali, e persino le chiamate per i tamponi – dicono dal sindacato –. Ma le pratiche rischiose continuano, come l’uso dei trasferimenti giornalieri fra punti vendita a causa degli organici ridotti o la richiesta agli addetti di fare lavori che non competerebbero, come pulizie e sanificazioni dei bagni. Vari i casi di positività. La protesta continuerà». —



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