Sicurezza
Operaio ustionato in conceria condannato imprenditore
santa croce sull’arno
Restano i nove mesi inflitti in primo grado e confermati in appello a carico del titolare di una conceria a Santa Croce sull’Arno riconosciuto colpevole del reato di lesioni colposo dopo il ferimento di un operaio mentre stava pulendo un macchinario.
Una responsabilità oggettiva accertata ai danni di Giovanni Mingo, 47 anni, che aveva comunque ottenuto la sospensione condizionale nella sentenza emessa dal Tribunale di Pisa il 17 marzo 2017. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’imprenditore. Le contestazioni erano quelle riferite alla posizione di garanzia «quale legale rappresentante della Smg Srl con sede in Santa Croce sull'Arno, in qualità di datore di lavoro, per colpa consistita in negligenza, imprudenza ed imperizia impiegando (omissis, ndr) operaio addetto ai controlli di vendita, per la pulizia della macchina rullo denominata "spalmatrice" senza avergli impartito idonea formazione, informazione ed addestramento per l’uso specifico del macchinario e non avendo adeguatamente valutato il rischio connesso alle operazioni di pulizia della macchina». L’operaio riportò gravi lesioni da ustione mentre puliva con acetone tecnico, liquido estremamente infiammabile e mantenendo in movimento il rullo spalmatore. L’infortunio sul lavoro avvenne il 26 febbraio 2013. Secondo Mingo se l’operaio avesse seguito le sue indicazioni le lesioni non si sarebbero verificate o comunque i danni sarebbero stati meno gravi. Nel ricorso l’imprenditore aveva citato il presunto comportamento imprudente dell’operaio come causa dell’ustione. Sul punto la Cassazione scrive: «Il datore di lavoro che non adempie agli obblighi di informazione e formazione gravanti su di lui e suoi delegati risponde, infatti, a titolo di colpa specifica, dell’infortunio dipeso dalla negligenza del lavoratore». —
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