Il dolore
Minaccia di dare fuoco a impiegate e Comune per la casa popolare
cascina
Sotto sfratto e fuori di sé si era presentata in Comune pretendendo una casa popolare scavalcando la graduatoria pubblica. E per rimarcare il concetto e pensare di essere convincente aveva urlato alle due impiegate dell’ufficio sociale: «Se non mi date l’alloggio torno con una tanica di benzina e do fuoco a voi e al palazzo comunale».
Ora la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Truci Festime, 55 anni, albanese residente da parecchi anni a Cascina, con l’accusa di minacce a pubblico ufficiale. La donna, irreperibile, è difesa d’ufficio dall’avvocato Roberto De Robertis.
L’episodio risale al 13 maggio 2014. Una data che fa ipotizzare l’arrivo della prescrizione a rimuovere ogni richiesta di giustizia invocata dalla parte civile, il Comune di Cascina, rappresentata dall’avvocato Luca Colombini.
Dopo essere stata sfrattata, Festime era andata in Comune a protestare, andando direttamente a cercare l’allora sindaco, Alessio Antonelli, che chiamò i carabinieri.
Non essendo riuscita ad ottenere quello che voleva, la donna sarebbe passata alle minacce. «Vengo qui con una tanica di benzina e do fuoco al Comune e a voi due», sarebbero state le sue parole rivolte alle impiegate dell’ufficio sociale.
«Li abbiamo già aiutati - disse il sindaco al Tirreno-, nel 2010 il Comune ha dato loro 5.100 euro per risolvere un problema con l'affitto e quelli di un altro sfratto. Dopo uno dei figli ha investito il ragazzino a Marciana e per poco non lo uccide. Pochi mesi fa, dopo che i carabinieri erano andati a controllare i figli nei guai per alcuni scippi, per poco a rimetterci non è stato il maresciallo dei carabinieri». —
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