Il Tirreno

Pontedera

disagi dopo i furti 

Postamat ko da mesi e ora “sconfinare” è vietato: proteste e code allo sportello

Giacomo Pelfer
Postamat ko da mesi e ora “sconfinare” è vietato: proteste e code allo sportello

A Santa Croce è l’unico Atm, caso simile a San Miniato Basso L’azienda: «Tempi lunghi e incerti per colpa della pandemia»

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santa croce

Dopo quelli di San Miniato Basso, anche gli utenti della Posta di Santa Croce dovranno portare pazienza. Non c’è modo di avere un data certa per la riattivazione dello sportello automatico dell’ufficio di via Copernico, fuori uso ormai da più di due mesi, per l’esattezza dal 14 settembre, quando una banda di ladri professionisti riuscì a manomette il software del dispositivo facendosi consegnare tutti i contanti presenti in cassa. Da allora lo sportello è inutilizzabile. Appiccicato allo schermo c’è un semplice foglio bianco con la scritta “Atm guasto”.

Un avviso che sta esasperando i tanti utenti di Santa Croce che hanno un conto corrente alla Posta. Un via-vai continuo di cittadini che arrivano davanti l’ufficio, diretti proprio allo sportello, per poi girare i tacchi scuotendo la testa non appena vedono che il foglio è ancora attaccato.

Un disagio importante, accresciuto adesso dai limiti di spostamento imposti dal lockdown, dal momento che la possibilità di andare nei Comuni vicini, per prendere contanti a un altro sportello, non è affatto scontata. Dunque non resta che fare la fila, rigorosamente in piedi e all’aperto, per chiedere la somma desiderata all’interno dell’ufficio postale, a meno che non si accetti di pagare qualche commissione andando in uno dei tanti sportelli bancari di Santa Croce.

«È un disagio importante che comprendiamo benissimo», rispondono da Poste Italiane, spiegando però che il danno subito dallo sportello automatico di via Copernico lo è altrettanto. La tecnica utilizzata dai ladri, infatti, è quella che in gergo viene definita jackpotting: rimuovendo una placca in acciaio i ladri riescono ad accedere ai cavi di rete, per poi collegarli a un tablet o ad un pc che immette nel sistema un malware in grado di svuotare completamente la cassa senza lasciare danni evidenti al dispositivo.

«Di fatto – ci spiegano da Poste – il danno subito rende impossibile riparare lo sportello. Per questo stiamo lavorando a una nuova fornitura per sostituirlo, anche se al momento, con le difficoltà legate al lockdown, non è possibile fornire una data». Nessuna promessa dunque.

Come non è possibile promettere niente neppure agli utenti di San Miniato Basso, che da quasi 9 mesi devono fare i conti non solo con lo sportello automatico fuori uso ma con l’intero ufficio postale chiuso, da quando il 29 febbraio 2020 una banda di malviventi assaltò l’Atm con l’esplosivo. Un furto meno raffinato quello di San Miniato Basso, dove lo scoppio ha danneggiato addirittura anche il controsoffitto della struttura, lasciando scoperte alcune parti in amianto che da allora hanno reso inagibile l’intero ufficio di via Goldoni. A più riprese il sindaco Simone Giglioli ha chiesto inutilmente a Poste di accelerare i lavori. «Purtroppo il furto ha provocato un danno strutturale importante e il ripristino non è affatto semplice» ribadiscono da Poste, aggiungendo anche in questo caso di non poter dare indicazioni temporali: «Perché le limitazioni imposte dalla pandemia fino ad ora ci hanno frenato. Ovviamente l’azienda comprende benissimo il disagio che questi furti stanno provocando agli utenti di San Miniato Basso e Santa Croce. È un danno per noi e per la popolazione. Poste sta facendo tutto il possibile per ripristinare queste situazioni, anche se il momento non aiuta». —



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