Gioco
Cultura volano per l’economia: ogni euro investito ne fa guadagnare 6
Il direttore della candidatura di Volterra a Capitale italiana 2022: «Grandi opportunità tra un anno. Non è un concorso di bellezza, ma si valutano i progetti»
VOLTERRA. Per ogni euro investito in eventi culturali si ha un ritorno di sei euro. È la stima prodotta da un’indagine della Fondazione Nomisma nel 2016 che dà forza alla speranza di Volterra di poter davvero intravedere la luce in fondo al tunnel grazie alla candidatura per diventare Capitale italiana della cultura 2022. Una prospettiva economica che Paolo Verri cita parlando dei risvolti concreti che questo percorso può portare alla città in un momento estremamente difficile della sua storia. Il direttore della candidatura, protagonista della cavalcata di Matera a Capitale europea della cultura nel 2019, sembra avere le idee chiare: «Se investiamo un milione in eventi culturali otteniamo sei milioni». E guarda caso, è proprio la cifra in ballo per chi si aggiudica la competizione.
Nel dossier è specificato che il budget previsto è di 4,5 milioni, compreso il premio previsto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (Mibact) .
Ma dalle parole del super esperto in materia si capisce che, al di là della vittoria o meno, per Volterra si prospetta una stagione di rilancio e di frenetica attività. Verri lo ha già detto l’altro giorno, a poche ore dall’annuncio delle dieci città finaliste: «Realizzeremo l’80 % o forse anche il novanta per cento del programma che abbuiamo scritto». E ieri ha aggiunto: «Gli eventi che abbiamo inserito nel dossier di candidatura cominceranno nell’autunno del 2021 con il cinquecentesimo anniversario di Rosso Fiorentino e si concluderanno nella primavera del 2021 con l’anniversario numero 50 di Volterra 73, la rassegna che portò in città il meglio dell’arte contemporanea italiana ed europea».
La differenza del famoso ritorno economico sta nel budget a disposizione per la promozione degli appuntamenti. Se arriverà la vittoria, Volterra avrà a disposizione un milione di euro. Altrimenti ci sarà da «concordare con enti come Regione o Toscana promozione come riuscire a valorizzare il nostro patrimonio e gli eventi creati per la candidatura», aggiunge Verri.
Differenze inevitabili di ritorni economici in un caso o nell’altro. Ma l’arrivo di questa buona notizia ha dato speranza a tantissimi volterrani. In special modo agli imprenditori e ai titolari di attività che, dopo la sbornia estiva con un pienone di turisti continuo da luglio a settembre, ora guardano sconsolati i vicoli deserti della città. È inverno e Volterra si svuota, ma le restrizioni per il coronavirus hanno buttato il carico su una situazione già pesante.
L’impressione che si ha parlando col direttore della candidatura è che si dovrà stringere i denti e arrivare al prossimo autunno: «Da quello che sappiamo, la situazione migliorerà nettamente in estate, ma dovremo essere pronti per l’autunno. Indagini di mercato ci dicono che l’Italia è la meta più ambita nel mondo per fare una vacanza quando si potrà riprendere a viaggiare in sicurezza. E la Toscana è il brand italiano con il maggiore appeal. Questo ci dice che dovrebbe verificarsi un ritorno eccezionale di visitatori. Se lavoreremo tutti insieme, e mi riferisco a livello italiano e nell’ambito delle città candidate, riusciremo a cogliere tutte le grandi occasioni che si presenteranno».
Insomma, ottimismo anche basandosi sulla sua esperienza maturata a Matera: «Vedo similitudini tra i percorsi delle due città. Entrambe sono sorprese. Matera ha battuto realtà come Venezia, Siena e Palermo. Volterra è entrata nei migliori dieci a differenza di luoghi come Verona e Pisa. E poi entrambe hanno radici storiche importantissime, ma guardano al futuro. Ed è questo che fa la differenza in percorsi di candidatura in queste competizioni. Non è una gara di bellezza per valutare quello che già c’è in una città. Masi valuta la capacità di progettare il futuro. Ora, come ho già detto, ci piacerebbe poter leggere i dossier delle altre candidate per poter lavorare insieme a una progettualità in grado di creare in Italia una spirale virtuosa attorno alla cultura». —
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