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Volterra pensa già allo sprint: «Che gioia, Pisa ci sostenga»

alessandro bientinesi
L’inizio ufficiale dell’avventura, con la presentazione pubblica della candidatura a Capitale italiana della cultura, avvenuta nella Sala del Maggior Consiglio a Volterra lo scorso inverno
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L’inizio ufficiale dell’avventura, con la presentazione pubblica della candidatura a Capitale italiana della cultura, avvenuta nella Sala del Maggior Consiglio a Volterra lo scorso inverno

Danti e Santi esultano per l’ingresso tra le top 10 nella sfida per la Capitale italiana della cultura 2022: «Premiato il lavoro di squadra» Il presidente Verri: «Almeno l’80% del contenuto del dossier sarà realizzato»

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VOLTERRA. Volterra c’è. Finalista, insieme ad altre 9 città, per diventare capitale della cultura italiana 2022. Un passo importantissimo che la rende l’unica città toscana, con un dossier che ha convinto, a differenza di Pisa, la commissione ministeriale. Ora ci sono quasi due mesi esatti di durissimo lavoro per preparare una sorta di interrogazione finale.

Poi il 18 gennaio 2021 si saprà se Volterra, nel suo cammino verso il titolo, avrà la meglio sulle altre rivali. Che, in rigoroso ordine alfabetico, sono Ancona, Bari, Cerveteri (Roma), L’Aquila, Pieve di Soligo (Treviso), Procida (Napoli), Taranto, Trapani, Verbania (Verbania-Cusio-Ossola) e ovviamente Volterra.

«Siamo molto contenti del risultato che è il frutto di un lavoro costante costruito in questi mesi di candidatura. Il dossier è uno strumento che ci servirà anche per gli anni futuri – ha commentato ieri a “caldo” i sindaco di Volterra Giacomo Santi –. Chiediamo al ministro Dario Franceschini e al presidente della commissione Baia Curioni di convocare quanto prima una riunione tra tutte le città finaliste. Vogliamo proporre di costruire una vera e propria rete di sindaci per il 2022, con un palinsesto comune che rimandi da una città all’altra e che possa coinvolgere anche le città che non sono arrivate in finale: vogliamo superare l’Italia dei campanilismi. Pisa? Non era una gara tra città, ma sulla bontà del progetto. Mi auguro che Pisa ora sostenga il nostro progetto».

La candidatura pisana era sicuramente un elemento di disturbo per Volterra. Al di là delle dichiarazioni improntate al politically correct, la soddisfazione è anche quella di aver superato una rivale così vicina e in parte “ingombrante”.

«Quando venne ufficializzata la candidatura di Pisa, successiva a quella di Volterra, dichiarai che avrebbe vinto il migliore. L’ingresso della nostra città nella short list del ministero significa che il progetto è tra i 10 migliori delle 28 città che erano in corsa – spiega l’assessore alla cultura Dario Danti –. Non è un giudizio sulla città, ma sul dossier. Mi auguro, come tutta la squadra che lavorerà fino a gennaio, che anche Pisa e Arezzo si uniscano agli oltre 52 sindaci che già spingevano per raggiungere il difficile risultato finale».

Soddisfazione anche da parte di Viola Luti. «Nonostante il Covid-19 Volterra ha avuto in questi mesi un boom importante in quanto a presenze e dati dei musei – spiega l’assessora al turismo –. Questo si collega a una serie di percorsi già intrapresi e finalizzati all’obiettivo capitale della cultura. Ci siamo fatti forti del concetto di fare squadra, con associazioni, Comuni limitrofi e le risorse del territorio su larga scala. Anche grazie agli accordi con Camera di Commercio Terre e Pisa. Abbiamo fatto rete. Pisa? Più che parlare di altre città, noi ora ci concentriamo sul risultato raggiunto, con la responsabilità importante di rappresentare non solo il territorio pisano ma tutta la Toscana».

Uno degli assi nella manica di Volterra è sicuramente il presidente del suo comitato promotore. Quel Paolo Verri che ha una lunga esperienza proprio in dossier finalizzati all’ottenimento non solo di una candidatura, ma in grado di cambiare il volto di una città e comunità.

«Ci auguriamo, ovviamente, che Volterra possa risultare vincitrice tra le 10 città finaliste, ma possiamo già dire che l’80, forse il 90% di quanto riportato nel dossier verrà comunque realizzato, indipendentemente dal verdetto finale – spiega Verri –. In linea con il progetto New Generation, vogliamo essere una piattaforma che raccolga i progetti di tutte le città che hanno lavorato in vista del 2022 e che credono nella cultura come motore di sviluppo dei territori. Sicuramente, emergenza Covid permettendo, vorremmo invitarli tutti a Volterra per l’inaugurazione dell’installazione natalizia in alabastro realizzata dagli artigiani alabastrai insieme alla designer internazionale Luisa Bocchetto».

Poi un messaggio alla commissione. «Noi siamo per la trasparenza e il nostro dossier è già pubblica da tempo, quindi ci piacerebbe conoscere anche quello delle altre città – conclude Verri –. Il prossimo passaggio per quanto ci riguarda è di fare riunione con il comitato entro questa settimana. La prossima la allargheremo ai vari partner per fare un piano di attività entro dicembre 2020.

L’idea è di puntare sull’alabastro, abbiamo iniziato a lavorare da tempo su questo aspetto. Annunceremo con Regione, Toscana Promozione e direzione uffici della cultura, la strategia da avere senza sovrapposizione con Arezzo e con Pisa. Sentiremo i sindaci e integreremo i loro dossier con il nostro». —


 

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