Sicurezza
Vetrina social per bar e ristoranti grazie all’idea di due amici
Debutta il gruppo Facebook pensato per le attività del comprensorio che fanno i servizi di asporto e consegne a domicilio
“spot” gratis
L’idea è di quelle nate per cercare di dare una mano ai tantissimi negozi con il passaggio della Toscana a zona rossa possono soltanto effettuare servizio da asporto o consegna a domicilio.
E, visto che le interazioni tra persone adesso sono sconsigliate, il mezzo migliore sono i social. L’idea in questione è di Juri “Jimbo” Baldacci e di Marco Salvadori, due amici che hanno pensato di creare un gruppo Facebook dove le attività del comprensorio possono allegare i propri menù da asporto in modo da avere massima visibilità.
«Abbiamo avuto questa idea la scorsa settimana – raccontano Baldacci e Salvadori – così abbiamo deciso di creare questo gruppo per dare una visibilità in più a tutte quelle attività che si trovano a doversi reinventare, in questo momento di difficoltà, a causa delle restrizioni introdotte per mitigare il contagio da Covid. Il momento è veramente duro per tutte quelle attività che nel primo lockdown si erano messe in regola con dispositivi anti-contagio, barriere, gel, dispenser spesso costosi, per poi vedersi chiudere nuovamente i battenti dal nuovo Decreto del presidente del consiglio. Cerchiamo di fare qualcosa di buono, di dare un contributo, una mano amica, a chi si approccia al mondo dei social. Si tratta comunque – concludono Juri e Marco, promotori dell’iniziativa – di un servizio che aiuta sia gli esercizi che gli utenti. Più siamo, più asportiamo».
Il gruppo si chiama AsporTiAmo e conta già un centinaio di utenti. Possono iscriversi tutti: ristoratori, agricoltori, bar, pasticcerie o semplici utenti che vogliono condividere attività di amici e parenti.
D’altronde si susseguono le immagini di ristoranti e bar sconsolatamente vuoti: in tanti avevano magari investito per garantire la distanza di sicurezza in vista della stagione fredda ma nella situazione attuale è diventato provvisoriamente uno sforzo inutile, da sfruttare quando il quadro epidemiologico sarà meno critico. –
M. S.
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