Sicurezza
Dalla sofferenza all’aiuto per gli altri
Raccolta di fondi promossa dai genitori di un bimbo che è stato operato al Santa Chiara: mille euro in pochi giorni
CASCINA
Una prova difficile e spaventosa può diventare lo stimolo per un gesto che viene dal cuore e che grazie alla sua forza cancella ogni paura e preoccupazione. Il 13 maggio Marina Baselice e il suo compagno Christian Franceschini (lei pisana, lui lucchese, residenti a Cascina) sono diventati mamma e babbo di Leonardo, e non si sono persi d’animo quando, prima del parto, hanno saputo che loro figlio avrebbe avuto una schisi del labbro superiore. La malformazione delle labbra e del palato conosciuta più comunemente come “labbro leporino”. Seguiti dal centro di cura per la labiopalatoschisi dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, diretto dal dottor Gian Luca Gatti, hanno iniziato un percorso di supporto che li ha guidati nella crescita del piccolo, vedendo da vicino la fatica e i sacrifici che molti genitori devono affrontare. «Leonardo è stato operato il 25 agosto e sta crescendo sano e forte – racconta Marina – ma ci siamo resi conto dell’impegno che serve per assistere un bambino con una malformazione del genere». Da qui la decisione di aprire una raccolta fondi per sostenere il centro di cura del Santa Chiara e la Onlus Aismel (Associazione italiana studio malformazioni esterne e labiopalatoschisi), che in poche settimane ha già raggiunto quasi 1.000 euro. «Durante il ricovero in ospedale mi sono resa conto di quanto potesse davvero essere difficile assistere un bambino con una malformazione, delle difficoltà per farlo mangiare e, di conseguenza, la preoccupazione di vedere il figlio che non cresce. Per Leonardo le cose sono andate bene, e questo ci ha fatto sentire molto grati per la fortuna che abbiamo avuto e per non aver passato quello che passano in molti in quella situazione. Una volta dimessi e tornati a casa abbiamo deciso di avviare la raccolta fondi, in modo che molte altre famiglie potessero ricevere la stessa premura e la stessa attenzione che abbiamo ricevuto noi».
Con il ricavato verranno acquistati fasciatoi, letti per bambini, tiralatte e altri oggetti che saranno indicati dal reparto specializzato del Santa Chiara. «Siamo riusciti a raccogliere una buona cifra in poco tempo, e oltre a tutti coloro che hanno contribuito devo ringraziare in particolare l’amica Paola Viegi per il passaparola, il mio babbo Tonino che è la persona ad aver contribuito di più e che ci ha permesso di mettere un cartello per la raccolta fondi nel suo negozio di alimentari di via Cattaneo e Gabriella Rania, direttrice della “Roberto Re Leadership School”, per averci ospitato durante una serata di presentazione che ha permesso di far conoscere a molte persone la nostra storia». Una storia che anche a causa dell’emergenza Covid è stata lunga e travagliata. «Non sapevamo quanto sarebbe stata grave la malformazione di Leonardo e cosa avrebbe comportato, quindi ci siamo preparati al peggio, ma fin dall’inizio siamo stati seguiti molto, anche se soltanto per via telematica, e ci hanno assistito con tutte le varie tecniche di allattamento, il massaggio del seno, i biberon adatti e tutti i passaggi da seguire. Ora vogliamo restituire almeno un po’ dell’amore e dell’attenzione che ci sono stati dati». —
Lorenzo Lazzerini
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