Il Tirreno

Pontedera

«Siamo sequestrati in casa da un mese»

«Siamo sequestrati in casa da un mese»

Il racconto di una famiglia cascinese che ha avuto a che fare con il Covid e che non sa se è libera di uscire di nuovo 

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CASCINA

L’incubo comincia come è successo a tante famiglie, dopo un contagio a scuola. Da un mese una famiglia di Cascina si ritrova “prigioniera” in casa, costretta a prendere atto che il tracciamento dei positivi è saltato e il dipartimento d’Igiene è nel caos. «Lo scorso 16 ottobre, la sezione del nido frequentato da mia figlia è stata chiusa per aver accertato la presenza di un caso di positività al tampone molecolare. Il 19 ottobre mia figlia, totalmente asintomatica, ha effettuato il tampone al drive through di Pisa via Garibaldi con referto negativo. La bambina non ha mai fatto ritorno a scuola perché nel frattempo io e mio marito ci siamo ammalati». Il 20 ed il 21 ottobre la donna ha avuto febbre, atroci dolori muscolari e spossatezza, scomparsi a partire dal 21 ottobre sera. «Dopo aver provato a mezzanotte ed alle quattro del mattino, alle sei e trenta sono miracolosamente riuscita a prenotare il tampone molecolare dal sito sia per me che per mio marito per il 23 ottobre, data in cui lo abbiamo eseguito presso il drive through di Pisa via Garibaldi», racconta. Nel frattempo anche il marito, a partire dal 21 ottobre, ha avuto febbre, infezione alle vie urinarie, dolori muscolari, spossatezza e parametri di saturazione borderline (94/95) durati fino al 30 ottobre scorso, data in cui sono spariti i sintomi. Il 27 ottobre la coppia apprende di essere positiva. «Dall’insorgenza dei sintomi al 29 ottobre, siamo stati in balia degli eventi: basti pensare che la segnalazione al dipartimento di Igiene di positività dei tamponi è stata da me eseguita con email. Nessuna assistenza ci è stata prestata dal territorio, nessuno si è mai preoccupato di farci una telefonata, per verificare che fossimo sempre vivi». Il 29 ottobre, finalmente, i coniugi hanno ricevuto dal dipartimento della Prevenzione di Pisa, il provvedimento con le misure di profilassi da osservare e la misura dell’isolamento domiciliare. «Il provvedimento che ci è stato inviato, seppure datato 29 ottobre, fa riferimento a termini e misure superate dalla Circolare del Ministero della Salute del 12 ottobre e alle quali l’Asl Toscana Nord Ovest deve attenersi». Il 2 novembre a casa dei coniugi è arrivato personale Usca. «Mio marito è stato visitato mentre a me ed alla bambina è stato eseguito un secondo tampone risultato positivo nel mio caso e nuovamente negativo nel caso di mia figlia che è in quarantena dal 16 ottobre». In teoria, stando alle disposizioni del Ministero, nel caso di positivi a lungo termine, l’isolamento finisce dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Per la coppia di Cascina il termine è scaduto il 13 novembre. Possono quindi uscire liberamente? «Il dipartimento di Igiene pisano ritiene che per l’ingresso in comunità sia necessario un proprio provvedimento specifico di “liberazione”: provvedimento che non è previsto né dal Dpcm né dalla circolare ministeriale che reca invece come regola l’interruzione dell’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi e come eccezione la modulazione di tale criterio da parte delle autorità sanitarie “tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato)”».

Se questo è, come mai l’Asl impone la necessità di un proprio provvedimento per la fine dell’isolamento? Ma l’anomalia è anche un’altra: da una parte il dipartimento Igiene impone il certificato e dall’altra non è in grado di tracciare i positivi e di “liberarli” alla fine della quarantena. «Perché il dipartimento di Igiene pisano mi dice che per interrompere l’isolamento ho bisogno di un suo apposito provvedimento, che invece il Ministero non prevede?», chiede la famiglia che solo che dopo avere cambiato il medico curante, ha trovato assistenza dal territorio. C’è un altro aspetto non secondario. La figlia della coppia dovrà restare in isolamento per 14 giorni a partire da quando i genitori saranno riconosciuti guariti. Ma il conto dei giorni da quando parte? Dal 13 novembre (dopo i 21 indicati dalla normativa) e da quando c’è la dichiarazione del dipartimento di Igiene? Domande che attendono una risposta da parte dell’Asl. –

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di Redazione web