PONTEDERA. Si potrebbe scrivere un libro su questa strada. Il titolo lo danno coloro che ogni giorno, per studio, lavoro, per motivi di salute o familiari percorrono in lungo e in largo quella via nata negli anni Sessanta e completata per i Mondiali di Italia ‘90. Forse una delle più grandi speculazioni economiche prima dello scandalo Tangentopoli. Ma in grado di dare a Firenze un collegamento diretto e veloce verso Pisa e Livorno. Il titolo è nel nome di quel gruppo Facebook diventato, poi, anche utilissima chat di whatsapp. “I Dannati della Fi-Pi-Li”. Utilizzata oggi da quasi 700 utenti.
Non è la prima volta che i problemi strutturali vengono segnalati da coloro che viaggiano, e sono decine di migliaia ogni giorno, lungo la Sgc. Traffico pesante troppo intenso, e i pericoli li abbiamo ben presenti come il muro di fuoco generato da un'autocisterna tra San Miniato ed Empoli Ovest lo scorso 6 novembre. Una tragedia sfiorata lungo una Fi-Pi-Li che ha, purtroppo, una lunga scia di incidenti mortali. Gli ultimi, più gravi, nel tratto pisano a ridosso delle uscite di Pontedera. Per non parlare di tappi e imbottigliamenti in prossimità di alcuni snodi più “caldi”, come l'intricatissimo imbocco dell'Autostrada del Sole in prossimità di Scandicci.
Ma i problemi sono decine, segnalati proprio dai dannati all'inferno della Fi-Pi-Li. Pannelli informativi mai aggiornati o completamente spenti, assenza di corsia d'emergenza, tratti con corsie di accelerazione troppo corte. Un manto stradale, provato dal passaggio di migliaia di tir ogni giorno, che con la pioggia trasforma la strada in una roulette russa.
E poi cantieri, lavori infiniti, progetti sbagliati, una programmazione e manutenzione insufficiente. Per non parlare degli autovelox lungo la tratta, più macchine per fare cassa (il conto dovrebbe aggirarsi intorno ai 16 milioni di euro annui, ma quanti vengono reinvestiti in sicurezza stradale?) che per garantire il rispetto dei limiti. E qui si apre un altro capitolo, quello di chi si mette alla guida credendo di percorrere un'autostrada. In pochi rispettano il limite dei 90 chilometri orari e in alcune tratte è forse anche troppo basso. Dal canto loro i tir fanno fatica a rispettare tempi e schede di viaggio percorrendo il tratto a soli 70 chilometri orari. Il lockdown aveva dato, nella difficoltà, una grande occasione. Quella di progettare, pianificare, ripensare per quanto possibile la Fi-Pi-Li. Immaginarne un futuro per la sicurezza di persone che non sono numeri. Sono lavoratori, studenti, padri, madri, figli, nonni e nipoti. Costretti a percorrere quella lunga striscia di asfalto ma senza la certezza, alla sera, di poter tornare alle loro case.
Ilaria Della Bertola
«La rampa è un incubo: tamponata due volte»
Ilaria Della Bartola è originaria di Cascina, ma ora vive a San Miniato e lavora a Firenze, zona Osmannoro. Negli ultimi due anni nella rampa di ingresso della Fi-Pi-Li è stata tamponata già due volte. «Non faccio “giochini” strani immettendosi in corsia, non mi fermo senza motivo. Ma sono una delle poche che rispetta la precedenza e attende che la strada sia libera. Per questo ogni volta la vivo con ansia: negli ultimi due anni sono stata tamponata due volte. Per me, che rispetto i limiti, il vero problema è la guida indisciplinata di molti automobilisti. In particolare quelli che sorpassano già in corsia di accelerazione provocando pericoli se non incidenti». Per Ilaria anche l'ingresso autostradale di Scandicci è causa, in particolare nelle ore di punta, di molti ingorghi. Anche se lei si è organizzata per le attese con gli audiolibri.
Alessandro Nardi
«Parto con 2 ore di anticipo per evitare ritardi»
Alessandro Nardi ha gestito per anni un forum di pesca con 15mila utenti. La sua esperienza nella gestione della comunità sta tornado utile per il gruppo Whatsapp “Dannati della Fi-Pi-Li”. «Da Fucecchio, dove vivo, per un periodo sono dovuto andare a Cisanello tutti i giorni per fare riabilitazione dopo un problema di salute. Quando nel tratto è iniziato un cantiere ogni giorno dovevo partire con quasi due ore di anticipo per evitare di ritardare. Avevo tempi stretti tra terapia e riabilitazione, è stato un incubo». Nardi, però, conosce anche il tratto di Fi-Pi-Li che corre verso Livorno. «Anche il tratto di più recente costruzione presenta molti problemi, fino a poco tempo fa sui cavalcavia c'erano degli “scalini” che, complice l'alta velocità di molti mezzi, finiva per creare danni e problemi importanti».
Sandro Banchellini
«Guida spericolata e pannelli non aggiornati»
L’idea di mettere insieme la comunità dei “Dannati della Fi-Pi-Li”, nata su Facebook, traslandola su un gruppo Whatsapp è sua. Sandro Banchellini, dipendente di una cooperativa che lavora a Cisanello, ha pensato che lo strumento potesse essere più efficace e immediato. «Il primo gruppo dei Dannati l’ho creato il 10 dicembre dell’anno scorso, cresciuto a dismisura tanto che ora, con Alessandro Nardi e Manuela Pratali, ne gestiamo altri due “paralleli” con quasi 700 utenti attivi nelle segnalazioni». Privilegiando i messaggi vocali perché fruibili anche senza distogliere lo sguardo dalla strada. «Percorro il tratto tra Cascina e Pisa Nord Est due volte al giorno e tra i problemi posso segnalare i tabelloni informativi che non sono mai aggiornati. Oltre a una guida spericolata da parte di tanti utenti».
Manuela Pratali
«Minuti contati per evitare il caos dei cantieri»
Manuela Pratali viaggia tutti i giorni da Selvatelle, dove vive, a Carrara, dove lavora. La farmacista percorre il tratto di Fi-Pi-Li che va da Ponsacco fino a Pisa Centro. E poi da lì un pezzo di autostrada fino alla Versilia. «Sono una pendolare sfigata. Uno dei problemi quotidiani che devo affrontare in tutto il tragitto sono i cantieri e non si può mai sgarrare di un minuto per evitare di accumulare ritardi su ritardi. Un esempio? In questo periodo ci sono dei lavori in zona aeroporto e io so che, se parto alle 7, posso evitarli. Se ritardo di soli dieci minuti so che dovrò perdere oltre 40 minuti all’andata. Dovendo portare anche mia figlia piccola all'asilo a Peccioli ho veramente i minuti contati. Fortunatamente la chat whatsapp dei Dannati aiuta e io collaboro alla sua gestione con Banchellini e Nardi».
Samanta Monari
«Auto come bolidi e conducenti distratti»
Samanta Monari percorre la Fi-Pi-Li quattro volte al giorno in lungo e largo. Da Cenaia, dove vive, imbocca la Sgc a Lavoria e da lì fino a Pontedera. Dove sale sul suo furgone a distribuire pacchi in mezza Toscana. Lo stesso lavoro, il corriere, e gli stessi chilometri macinati dal figlio Diego. «In molti individuano nella nostra categoria quella dei più spericolati in Fi-Pi-Li, ma io faccio questo lavoro da 12 anni e ho visto molti più automobilisti indisciplinati rispetto ai corrieri. La cosa peggiore? L'alta velocità, con auto che sfrecciano anche oltre i 130 km/h e i conducenti spesso distratti. Quando ci sono rallentamenti i tamponamenti sono quasi inevitabili. Anche i cantieri creano situazioni di pericolo. L'esplosione di pochi giorni fa della cisterna dimostra come viaggiare come su questa strada sia una vera dannazione».
Nico Lugli
«Problemi strutturali, serve la terza corsia»
Ha lavorato per 25 anni come geometra. Poi un problema fisico lo ha convinto a cambiare la sua vita. E da progetti e cantieri è passato alle tonnellate di un tir. Nico Lugli è un camionista, membro dell’associazione “La grande famiglia di bisonti” e percorre almeno 3mila chilometri al mese in Fi-Pi-Li. «Guido per l’intero tratto, da Livorno a Firenze, quotidianamente e da geometra riconosco i limiti strutturali di una strada progettata per buona parte 50 anni fa. Spesso si punta il dito contro i camionisti, ma ci sono altri problemi più gravi: corsie di emergenza assenti, corsie di accelerazione e decelerazione troppo corte e le aree di sosta inadeguate per i tir. Non va dimenticata la guida azzardata di molti automobilisti. Servirebbe una terza corsia, ma forse costerebbe meno costruirla ex novo».
Deborah Colella
«Troppa gente distratta dal cellulare»
«Stavo andando a trovare mia madre che vive a Cascina e poco prima dell'entrata in direzione Navacchio ho visto un ragazzo in bicicletta. Avevo due minori a bordo, ho avvisato carabinieri e polizia stradale, ma non è la prima volta che mi imbatto in situazioni di pericolo potenziale». Deborah Colella, che viaggia in Fi-Pi-Li verso Cascina per motivi familiari ma che per lavoro ogni giorno percorre il tratto Ponsacco–Empoli Ovest rileva altri problemi. «Ci sono auto che sfrecciano ben oltre i limiti, ma spesso anche i camionisti. Cerco di fare attenzione ai tir, ho rischiato più volte di fare un incidente per questi camion che entrano dalle aree di sosta senza dare la precedenza. E poi vedo tanti automobilisti distratti, telefonano e scrivono messaggi con il cellulare mentre guidano».
Mirko Lami
«Troppi mezzi pesanti, dirottare merci sui treni»
Mirko Lami parte da Piombino ogni giorno alle 7.30 e a Collesalvetti imbocca la Fi-Pi-Li percorrendola quasi interamente fino a Firenze. Alle 17 sale di nuovo in auto e torna a casa. Da cinque anni il segretario toscano della Cgil macina chilometri e ore alla guida, sempre più di 4. «Su quella strada passano troppi autoarticolati, le cui merci andrebbero dirottate su ferrovia. L'autocisterna in fiamme vicino San Miniato, mi ricorda un incidente che ho avuto 2 anni fa. Un camion perse un pezzo di ferro, io lo centrai in pieno facendo danni alla macchina per 6000 euro». Anche Lami utilizza la chat di whatsapp dei Dannati. «Questi ragazzi stanno dando un servizio utilissimo. Nel primo lockdown si è persa occasione per progettare dei miglioramenti, ora serve una programmazione seria».
Simone Perini
«Al volante c’è chi mangia, si trucca e telefona»
Tra i Dannati della Fi-Pi-Li c'è anche Simone Perini. Vive a San Miniato e viaggia verso il suo lavoro in una multinazionale della moda a Firenze ogni giorno. «La mentalità degli italiani alla guida è difficile da spiegare. Una volta ho sorpassato un'automobilista che telefonava, mangiava e si truccava contemporaneamente. Volevo farle i complimenti, se non fosse stato un comportamento quasi suicida». E poi ci sono i problemi strutturali della Sgc: «La pioggia rende alcuni tratti pericolosissimi, con allagamenti continui. Anche nel tratto oggetto di lavori di recente, da Montelupo a Ginestra, sono stati lasciati degli avvallamenti pericolosi, forse provocati dall'intenso traffico pesante. Con cantieri e incidenti ho calcolato che per andare a lavoro subisco ritardi almeno nel 30% dei miei spostamenti».
Lorella Giuliotti
«Una quotidianità da prendere con filosofia»
Tra le decine di voci di lamentela per una strada inadeguata ne abbiamo trovata anche una fuori dal coro. Per certi versi romantica. «Prima del lockdown facevo la Fi-Pi-Li, da Ponsacco dove vivo fino a Pisa dove lavoro come ricercatrice universitaria, tutti i giorni. Poi ho iniziato a lavorare in smart working e quella quotidianità fatta di traffico, code e sorpassi mi è mancata. Quella strada era la mia libertà. Se rifletto su cosa sia la pandemia, il pensiero di affrontare una fila oggi sarebbe quasi una conquista». La ricercatrice Lorella Giuliotti si è ritrovata più volte bloccata tra cantieri e incidenti, ma ha sempre preso l'attesa con filosofia. «Viaggiare in auto è un momento riflessivo e introspettivo per me. Dopo il primo lockdown, quando sono tornata in Fi-Pi-Li mi sono commossa. Un ritorno alla vita di sempre».