Il Tirreno

Pontedera

la cura in attesa del vaccino  

Sos dai sanitari, stanno finendo le scorte di plasma iperimmune dei guariti

Pietro Mattonai
Sos dai sanitari, stanno finendo le scorte di plasma iperimmune dei guariti

Appello del dottor Fabrizio Niglio, direttore dell’unità operativa di Immunoematologia e medicina trasfusionale

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. Lo avevamo lasciato poco più di un anno fa il dottor Fabrizio Niglio, già primario del centro trasfusionale di Pontedera e Volterra. Partito alla volta della Asl Sud Est, e nello specifico a Grosseto, dove ha diretto il reparto della medicina trasfusionale, il medico aveva lasciato il Lotti nel settembre 2019. A distanza di quattordici mesi - sembrano davvero un’infinità - il dottor Niglio è tornato con la qualifica di direttore dell’unità operativa di Immunoematologia e medicina trasfusionale di Pisa e Livorno. Un ritorno che, per Il Tirreno, significa molto: con lui, insieme al personale del centro trasfusionale pontederese e alle associazioni Avis e Fratres, il giornale ha portato avanti una campagna di sensibilizzazione per la donazione del sangue. Sembrano altri tempi, ma la cultura del dono, anche durante questa emergenza, rimane per molti una speranza di una vita migliore.

GUARIRE PER IL PROSSIMO

Niente come il coronavirus ha dimostrato - se ce ne fosse ulteriore bisogno - che nessun uomo è un’isola. La salute collettiva è patrimonio di tutti: comportamenti irresponsabili rischiano di mettere a repentaglio la vita di tanti. Come reazione opposta e contraria, generosità e solidarietà possono fare la differenza. Questo è il senso del progetto “Tsunami” - acronimo di origine britannica di Transfusion of convalescent plasma for the treatment of severe pneumonia due to Sars-CoV2 - che la Regione Toscana e il Centro regionale del sangue hanno deciso di seguire. «Il progetto riguarda l’uso di plasma iperimmune per i pazienti in subintensiva – spiega il dottor Niglio – in breve, noi preleviamo il plasma dei pazienti guariti e lo trasfondiamo ai malati». Si viene a creare, così, un circolo virtuoso tra guariti e ammalati: il plasma iperimmune dei primi può sviluppare anticorpi utili ai secondi a neutralizzare il virus e a ridurne la carica virale. «Ciò che è importante – continua – è la tempestività: il plasma dev’essere raccolto il prima possibile, poiché nei primi due mesi ha la componente di anticorpi più alta». Naturalmente, prima di essere utilizzato, viene sottoposto a controlli mirati. «Andiamo a vedere se ci sono gli anticorpi in grado di aggredire la cosiddetta “proteina spike”, ovvero quella che permette al virus di entrare nelle cellule per poi replicarsi – puntualizza Niglio – al di fuori di esse, il virus non vive».

CERCASI DONATORI

Adesso, dunque, l’obiettivo è uno solo: trovare i donatori di plasma iperimmune. «Avere donatori è fondamentale – prosegue – nella prima fase del Covid abbiamo raccolto il plasma, che è stato conservato in apposite celle a Pisa: alla temperatura di meno ottanta gradi, può durare fino a un anno». Le scorte a disposizione della Asl Nord Ovest, però, sono quasi giunte al termine. «Nell’ultimo mese di emergenza le abbiamo usate quasi tutte – dice Niglio – per questo aspettiamo i nuovi guariti, affinché possano darci una mano ad aiutare gli altri». Il personale sanitario e i centri trasfusionali di Pontedera e Volterra sono pronti e preparati. «Si tratta di un progetto sotto l’egida dell’Istituto superiore di sanità – commenta –. I centri che aderiscono hanno alle spalle una grande formazione e un lavoro costante: il centro trasfusionale di Pontedera e quello di Volterra sono attrezzati e fanno pienamente parte del progetto».

CULTURA DEL DONO

Ora, tocca ai donatori. «Durante il precedente lockdown i donatori sono stati molti, abbiamo raccolto quasi 200 sacche di plasma iperimmune – ricorda Niglio – con queste abbiamo trattato oltre 190 pazienti nella Asl Nord Ovest, prevalentemente a Pisa». E qualche chiamata è già arrivata. «Ci sarebbe un bacino abbastanza grande di potenziali donatori – conclude – i pazienti, però, sono molti: serve sensibilizzare». Per donare, possono essere contattati il centro trasfusionale di Pontedera (0587273275) oppure le associazioni che fanno da supporto: Avis (0587291777) o Fratres (058754265). —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca