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Lavori da 1,5 milioni di euro per allevare 39.000 galline

alessandro bientinesi
Luigi Malenchini
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Luigi Malenchini

Montecatini Valdicecina, via libera al progetto delle uova bio della Marchesi Ginori Lisci che porterà 3 assunzioni. Dalle deiezioni il fertilizzante per i terreni attraverso l’impianto a biogas

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MONTECATINI VALDICECINA. Un “esercito” composto da 39mila galline. Un investimento da un milione e mezzo di euro, per il 40% finanziato dalla Regione Toscana. Un progetto che, in piena pandemia, vede coinvolta l’azienda vinicola Marchesi Ginori Lisci e darà nuovo lavoro. Tre under 30 che entreranno in servizio per la produzioni di uova bio, seppur nell’incertezza del momento, probabilmente entro l’estate 2021. E c’è un legame diretto tra galline e vino, frutto di un progetto ambizioso e all’avanguardia dal punto di vista ambientale.

«Il progetto ha ricevuto un mese fa il via libera da parte della giunta del Comune di Montecatini Valdicecina, si tratta di un miglioramento agricolo che va a chiudere un ciclo virtuoso avviato dalla nostra azienda più di dieci anni fa – spiega Luigi Malenchini, titolare dell’azienda che sorge vicino al bellissimo Castello di Querceto –. Dal punto di vista agricolo abbiamo riconvertito tutti i vigneti a biologico. Lo sono tutti i 17 ettari che permettono di produrre quattro vini rossi e uno bianco. A questo abbiamo aggiunto un’oliveta che entrerà in produzione tra tre anni e sarà anch’essa biologica».

Nella filiera, presto, si aggiungeranno anche le uova. E qui la nuova iniziativa imprenditoriale sai lega alla realizzazione di un impianto costruito nel 2010. «Si tratta di un impianto per la produzione di biogas, quindi energia elettrica, con la fermentazione dei prodotti e sottoprodotti agricoli, tra cui le vinacce delle nostre cantine e le sanse arrivate da altri frantoi – prosegue ancora Malenchini –. Un impianto da 700 kilowatt/ora e che ha ciclo di fermentazione che dura 40 giorni. Al termine il prodotto di scarto, il digestato, diventa ammendante organico per i nostri terreni». Un fertilizzante naturale che, in questo ciclo super green, ora coinvolgerà anche le galline. Dalle deiezioni (pollina) delle galline ovaiole arriverà, tramite l’impianto a biogas, energia pulita e nuovo fertilizzante per i vitigni. «Stiamo pensando a questo progetto da due anni e, nonostante il periodo difficile legato alla pandemia, contiamo di completare le strutture entro la prossima estate – dice fiducioso Malenchini –. Con altre aziende abbiamo costituito un gruppo che ha partecipato al bandi Pif, quello legato ai progetti integrati di filiera. Dentro c’è tutta la filiera, dalla produzione di creali fino alla trasformazione in mangime e il relativo stoccaggio. Un’opportunità per tutto il territorio».

Saranno tre le persone, tutte under 30, impegnate in questo nuovo impianto moderno. Tra silos, nastri trasportatori e un mega capannone dove troveranno “alloggio” le galline. «Stiamo già formando, ex novo, i dipendenti che ci lavoreranno, ma l’impatto sull’economia sarà a più ampio raggio – conclude Malenchini –. Dal punto di vista visivo, grazie allo progetto dello Studio Lucchesi di Cascina, l’impatto ambientale sarà minimo. E le galline avranno una sorta di “giardino” di 16 ettari nel quale muoversi liberamente. In futuro, quando questa emergenza sanitaria sarà, spero, un lontano ricordo si potranno anche organizzare delle visite guidate. Penso in particolare alle scuole. Con gli studenti che potranno vedere i lavori dell’intera filiera. Dando comunque massima attenzione, trattandosi di uova bio, al benessere degli animali. Con i quali non saranno mai usati prodotti chimici per la crescita e la cura di ogni singola gallina». —


 

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