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L’oltraggio dei vandali è stato sanato da Antonio e dalla sua arte del ferro

Alessandro Bientinesi
Il nuovo fregio dell’Arma dei Carabinieri ricostruito da Antonio Gennai dopo l’atto vandalico del febbraio scorso e il sindaco Marco Gherardini rende omaggio ad un cippo
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Il nuovo fregio dell’Arma dei Carabinieri ricostruito da Antonio Gennai dopo l’atto vandalico del febbraio scorso e il sindaco Marco Gherardini rende omaggio ad un cippo

Ripristinato a Palaia il fregio dell’Arma dei carabinieri divelto e fatto sparire nel febbraio scorso. Gennai lo ha ricostruito senza voler nemmeno un euro

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PALAIA. Quel fregio dell'Arma dei Carabinieri non era più al suo posto dal febbraio scorso. Asportato con un atto vandalico e mai più ritrovato. Quella fiamma era stata posizionata lì quasi vent'anni fa e a costruirla era stato Antonio Gennai. Un artigiano che è un'istituzione a Palaia. Lavora il ferro da quando ha 11 anni, ora ne ha 81 e non ha nessuna intenzione di smettere. Tanto che, quando il Comune l'ha chiamato in causa, Antonio si è subito messo al lavoro. E in poche ore, senza voler essere pagato neppure un euro, ha costruito un nuovo fregio che è tornato a mostrarsi fiero sul monumento in piazza del Mercato.

«Ricordo vent'anni fa di aver costruito la fiamma quando il monumento ai caduti fu inaugurato. Ci lavorai un giorno intero, ora ci ho impiegato meno tempo perché ho strumenti e macchinari più moderni a disposizione – racconta l'artigiano di Palaia –. Quando l'amministrazione mi ha chiamato per chiedermi di colmare quel vuoto ho risposto subito di sì. In poche ore ho elaborato il modellino e poi ho iniziato a lavorarlo sul ferro».

Un intervento portato a termine in tempo per le celebrazioni del 4 novembre che, però, si sono tenute due giorni più tardi. «Il gesto di Antonio, che non ha voluto nessun compenso per il suo intervento, commuovono in un momento così complesso e difficile come stiamo vivendo – ammette il sindaco Marco Gherardini –. Un segnale di comunità che cancella quello vergognoso e infamante del febbraio scorso. Un atto contro la memoria, che mancò di rispetto a chi è morto per la libertà e offende uomini di Stato che mettono profondo impegno a servizio della nazione e delle sue comunità da oltre due secoli».

Non solo l'artigiano Antonio Gennai, però, ha dato il suo contributo. Anche Massimo Brini, proprietario di una pizzeria in piazza Sant'Antonio, ha steso un lungo tricolore che per giorni ha abbellito il monumento a Forcoli. Oltre a loro il sindaco Gherardini, in un post su Facebook, ha voluto ringraziare anche Moreno Giuliotti per la bandiera italiana e la corona con le quali i caduti sono stati omaggiati a Montefoscoli. Mentre è stato la vicesindaca Alessia Lorenzetti ad aver tirato a lucido il monumento di Colleoli. «Sono gesti semplici ma di grandissimo valore. Sono stati fatti da persone che amano il paese e la propria comunità – dice ancora Gherardini –. Raccontano un profondo ricordo e attaccamento ai valori di unità e attenzione del territorio. Mi sono sentito molto orgoglioso quando ho raccolto questi gesti. Sono orgoglioso di rappresentare cittadini così attenti a condividere i valori che sono davvero sono alla base del nostro stare assieme».

Un legame con Palaia che ancora una volta Antonio Gennai, l'artigiano che lavora in paese da 70 anni, rappresenta al meglio. «Io vivo da sempre qua, ora ho la casa al primo piano in via Provinciale Palaiese e sotto ho il mio laboratorio – dice Gennai –. La mia soddisfazione più grande? Ho avuto nel momento in cui il lavoro andava bene anche dieci dipendenti. Ora i tempi sono cambiati ma penso che un altro bel traguardo personale sia sicuramente quello di avere al lavoro con me i miei generi e anche una nuova generazione, con mio nipote Iacopo che, a 25 anni, continua nella lunga tradizione familiare. Visto che anche mio padre, falegname, era artigiano».

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