Sicurezza
«Vertice tra Regione e sindaci» intesa bipartisan Mazzeo-Conti
PISA
Aumentare gli standard di sicurezza della Fi-Pi-Li. Oltre le dinamiche specifiche dell’incidente di venerdì, ma consapevoli di tutti gli episodi, drammatici, che si sono susseguiti negli anni. E della realtà di una strada pensata e costruita in un’epoca in cui l’utilizzo e le esigenze non erano quelle che si sono affermate nel tempo e che rappresentano l’attualità. Mettere mano alla superstrada è un punto ai primi posti dell’agenda del sindaco di Pisa, Michele Conti. Ma anche ai primi posti dell’agenda di Antonio Mazzeo, fresco presidente del consiglio regionale.
Una convergenza bipartisan, istituzionale, emersa dall’incontro di ieri a Palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa.
«Per fortuna non ci sono stati feriti. È stata una mattinata di grandi disagi, la conferma che questa fondamentale infrastruttura per la Toscana necessita di interventi importanti per renderla più sicura», ha detto Conti.
Peraltro il sindaco di Pisa si è più volte espresso in questo senso, rispondendo, dopo l’elezione di Eugenio Giani a presidente della Toscana, alla domanda su quali fossero le principali richieste del territorio pisano al nuovo governatore.
«Quello che è accaduto ci dice una volta di più che la messa in sicurezza di quella strada deve essere una delle priorità assolute di intervento per i prossimi anni», interviene Mazzeo. «Come Regione - aggiunge - abbiamo già finanziato un piano di interventi da 30 milioni di euro, ma ora abbiamo l’occasione storica, attraverso i soldi europei del Recovery Fund, di avere anche risorse ulteriori».
In concreto, secondo Mazzeo, «questo è il momento in cui la Fi-Pi-Li deve davvero cambiare faccia, allargando la carreggiata dovunque possibile, rifacendo alcune uscite oggi pericolose e completando i lavori di messa in sicurezza iniziati in questi anni. Chiederò al presidente Giani ed all’assessore Baccelli di incontrarci al più presto per discutere di tempi e di progetti coinvolgendo anche tutti i sindaci interessati». —
francesco loi
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