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Malore in banca, poi ammette: "Sono positivo al covid". La rabbia della sindaca

Malore in banca, poi ammette: "Sono positivo al covid". La rabbia della sindaca

L'episodio a Santa Croce sull'Arno: l'uomo insieme alla moglie non ha rispettato la quarantena. La sindaca: "Come si può essere così irresponsabili?"

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SANTA CROCE SULL'ARNO. Si è sentito male in banca e all'arrivo del medico ha ammesso di essere positivo al coronavirus. Con lui c'era anche la moglie, che come il marito di 74 anni non ha rispettato la quarantena. È quanto sucesso a Santa Croce sull'Arno, in un filiale del centro.

Un episodio che ha scatenato la rabbia della sindaca della città, Giulia Deidda. "Molti di voi sapranno cosa successo in una filiale bancaria di Santa Croce sull'Arno: un uomo, accompagnato dalla moglie, ha avuto un malore e al momento dei soccorsi ha ammesso di essere positivo al Covid. Qualcuno di voi avrà scosso la testa. Qualcuno avrà pensato che servirebbero più controlli. Ma i numeri li conosciamo bene: i positivi nel nostro territorio sono oltre 200 e questa coppia nemmeno risiede a Santa Croce sull'Arno. Serve responsabilità personale, serve rispettare le regole per il bene proprio e di quello degli altri. Come si può essere così irresponsabili da recarsi in un ufficio aperto al pubblico rischiando di contagiare decine e decine di persone, alcune delle quali lavorano per offrirci un servizio necessario? Ci si rende conto che così si mortifica l'impegno del personale sanitario che negli ambulatori e negli ospedali lavora senza sosta per salvare ogni giorno la vita di chi si è ammalato?"

La sindaca prosegue. "Vorrei che questo facesse riflettere tutte e tutti su una cosa: controllare un po' meglio è possibile soltanto se c'è un lockdown come quello della scorsa primavera, che non vorremmo rivivere. Per questo mi appello a tutte e tutti voi: facciamo attenzione, siamo prudenti e soprattutto rispettiamo le regole perché il nostro atteggiamento quotidiano è fondamentale per la lotta al virus. E se conosciamo qualcuno che deve restare a casa e vive questa cosa con disagio, proviamo a telefonargli e diamogli conforto. La socialità cambia, è vero, ma possiamo trasmettere vicinanza e affetto in molti modi, visto che fortunatamente rispetto al passato abbiamo più strumenti".

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