Il Tirreno

Pontedera

La denuncia 

«Mio figlio è sequestrato in casa dal 6 ottobre»

Il bambino non può tornare in classe senza certificato L’ufficio igiene dell’Asl è alla paralisi con medici e infermieri con il Covid

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PONTEDERA

«Mio figlio non esce di casa dal 6 ottobre. Non può tornare a scuola senza l’autorizzazione dell’Asl e noi non sappiamo più a chi rivolgerci. Ci siano ritrovati sequestrati in casa per colpa del Covid e dei disservizi dell’Asl». È una storia assurda quella che racconta il padre di uno studente della “Pacinotti” di Pontedera. Il figlio, come altri studenti, è stato trovato positivo al Covid, ormai un mese fa. Il 23 ottobre ha ripetuto il tampone, risultato positivo con bassa carica virale. Da allora l’ufficio Igiene dell’Asl di Pontedera è scomparsa». Nessuna comunicazione, nessun cenno di vita. Il personale del dipartimento di Prevenzione (che ha sede a palazzo Blu)è stato decimato dalla malattia. Buona parte degli operatori sanitari, medici e infermieri sono a casa per colpa del Covid. Una valanga di email, richieste di spiegazioni, inviate dai cittadini, giacciono sulle scrivanie senza risposta. Il sistema del tracciamento dei casi, a quanto pare, è saltato. Nel frattempo ci sono famiglie in isolamento da settimane, che aspettano il via libera per poter riprendere la vita di sempre. È il caso del ragazzino che frequenta la Pacinotti.

«A scuola non può tornare – racconta il padre – senza certificato non viene ammesso anche se ormai sono trascorsi più di 21 giorni dal primo tampone positivo e mio figlio sta bene, non ha alcun sintomo».

La burocrazia ci sta mettendo del suo. La pediatra non può certificare che il ragazzino può essere inserito di nuovo nella comunità scolastica. Deve farlo l’Asl che però quando ha messo in quarantena la famiglia lo ha fatto con una telefonata, senza alcuna comunicazione scritta.

Ora poi l’ufficio Igiene e sanità pubblica è in difficoltà e non riesce a tenere il conto delle quarantene fiduciarie. «Io dopo 21 giorni posso tornare al lavoro ma mio figlio non potrà ritrovare gli amici e riprendere le lezioni in classe perché nessuno sa dirmi con esattezza cosa dobbiamo fare». Di sicuro la scuola vuole un certificato medico. Nella stessa condizione di questo studente ce ne sono altri, costretti a seguire le lezioni da casa. C’è anche chi ha chiesto aiuto al sindaco di Pontedera, Matteo Franconi che, come autorità sanitaria, potrebbe intervenire.

Al momento prevale lo scaricabarile e la situazione resta ingessata. Una cosa è certa: il conto dei contagi sta sfuggendo di mano. Così come quello delle quarantene. Se fino a ora è stato raccontato che è fondamentale tracciare i positivi, situazioni come queste danno da pensare sull’effettiva tenuta del sistema sanitario. –

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