Sicurezza
Il Miravalle non riapre e l’Hotel forse chiude
La società che gestisce i due alberghi: «C’è poco lavoro per il “San Miniato”, non avrebbe senso far ripartire ora anche l’altro»
SAN MINIATO. Altro che riaprire il Miravalle. Se la situazione resta così, da qui a due settimane potrebbe chiudere anche l’Hotel San Miniato. Ad annunciarlo è Daniele Nannetti della San Martino Srl, la società che gestisce i due alberghi della città della Rocca: il primo, l’Hotel San Miniato di via Aldo Moro, riaperto non senza fatica dopo il lockdown di primavera, mentre il secondo (lo storico albergo Miravalle) è ancora chiuso da 8 mesi in attesa di una riapertura di novembre che alla fine non ci sarà. La nuova impennata di contagi, la sensazione crescente di un ennesimo lockdown e soprattutto la cancellazione della Mostra mercato del tartufo, hanno convinto i gestori a rinviare ancora l’apertura dell’albergo di piazza del Castello. «Ad oggi c’è poco lavoro per un solo albergo, che senso avrebbe tenerne aperti due? » chiede Nannetti, che proprio tra pochi giorni avrebbe voluto riaprire il Miravalle, con il suo ristorante interamente rinnovato e affidato allo chef Gilberto Rossi, pronto ad accogliere visitatori e turisti della 50ª Mostra mercato del tartufo bianco. Invece il nuovo quadro imposto dalla pandemia ha scompaginato tutti i piani.
«Con settembre – spiega Nannetti – si erano esauriti i pochi turisti di questa estate, legati quasi esclusivamente alla Francigena, e da allora lavoravamo solo con la clientela business. Da un paio di settimane, con i viaggi fortemente sconsigliati e la prospettiva del lockdown in alcune regioni, anche il numero di chi viaggia per lavoro si è ridotto drasticamente: da qui a due settimane la prospettiva è di dover chiudere anche l’Hotel San Miniato». In pratica, anziché riavere i suoi due alberghi, la città della Rocca rischia di restare presto orfana di entrambi, in attesa di tempi migliori. Il rinvio dell’apertura, però, non fermerà il cantiere partito a ottobre per i lavori di manutenzione al Miravalle, che riguardano la copertura, l’impianto idraulico e soprattutto l’ala del ristorante, affidata ancora alla gestione di Rossi. «L’obiettivo è concludere i lavori entro l’anno, per riaprire a gennaio 2021. Virus permettendo». La pandemia, insomma, non ferma la voglia di fare e di investire, come dimostrano le scelte adottate dai Nannetti anche per Villa Petriolo, la storica tenuta agricola, tra Fucecchio e Cerreto, acquistata nel 2018 per ospitare due ristoranti, un resort di lusso e una fattoria biologica. «Dopo il Dpcm che impone la chiusura alle 18 – racconta Nannetti – abbiamo deciso di reagire». Nasce da qui l’idea di offrire il sabato e la domenica, in entrambi i ristoranti (l’osteria Golpaja e il Ps dello chef Stefano Pinciaroli) due fasce orarie innovative: non più solo il pranzo, ma anche una “colazione contadina” alle 10, 30 e una merenda a partire dalle 16. Tutto con i prodotti della tenuta. —
Giacomo Pelfer
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