Sicurezza
Addio a Restifo, morto dopo tre interventi all’ospedale di Cisanello
La notizia l’ha data la moglie Patrizia D’Amato sulla sua pagina Facebook: «Stasera ho perso Claudio Restifo Olivera, l’amore della mia vita. Sono devastata». Una notizia improvvisa e inattesa: Claudio Restifo Olivera, 73 anni, ex dirigente dell’Anagrafe al Comune di Montescudaio, giornalista pubblicista e scrittore, si è sentito male 15 giorni fa per una dissecazione dell’aorta ed è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale di Cisanello, dove hanno tentato il tutto per tutto sottoponendolo a tre interventi chirurgici. L’ultimo domenica mattina, durato più di dieci ore, dal quale non si è risvegliato. È morto la sera del primo novembre.
«È stato terribile – racconta la moglie Patrizia, insegnante di lettere all’Iti Mattei di Rosignano e regista teatrale –: una lotta per la vita durata 15 giorni, da quando Claudio è stato ricoverato per questa maledetta dissecazione dell’aorta. I medici della chirurgia cardiologica e vascolare di Pisa sono stati eccezionali, ma fin da subito mi hanno avvertito che non sapevano se ce l’avrebbe fatta. Claudio si è sentito male lunedì 26 ottobre, quando ha subìto il primo intervento durato fino alla sera; il giorno successivo è stato sottoposto al secondo intervento durato 4 ore: abbiamo sperato in un miracolo. Ma l’aorta continuava a rompersi, la dissecazione stava arrivando al cuore, per questo domenica è stato riportato in sala operatoria. Mi hanno chiamato la mattina presto, abbiamo atteso dieci ore, ma purtroppo il mio Claudio non ce l’ha fatta».
Claudio Restifo Olivera viveva a Cecina da quasi 40 anni: originario di Binasco, in provincia di Milano, da bambino aveva girato l’Italia con la famiglia. Seguendo il padre maresciallo della Finanza, dopo Milano aveva vissuto a Lucca e più a lungo a Livorno, dove aveva frequentato il liceo. Dopo la laurea a Pisa in Scienze politiche aveva vinto il concorso al Comune di Montescudaio, dove si era trasferito. A Cecina ha incontrato la moglie Patrizia D’Amato, con la quale formava una coppia affiatatissima, e da lei ha avuto la figlia Eleonora, che di recente lo ha reso nonno di due nipotini. Fare il nonno era per lui una grande gioia.
Restifo ha collaborato per diversi anni a Il Tirreno di Cecina. Da quando era andato in pensione aveva continuato a dedicarsi alla sua passione per la scrittura, pubblicando un’antologia di interviste di costume e sociale già uscite sul nostro quotidiano, dal titolo “Cronistorie”. La sua ultima produzione era però declinata in forma poetica. Aveva scritto un libro di liriche, “Notturno elettrico”, che stava rielaborando per il teatro. Seguendo l’attività della moglie, regista di Effetto teatro, aveva assunto anche la presidenza della compagnia amatoriale. L’altra grande sua passione era la politica.
Aurelio Pellegrini, a lungo amministratore e sindaco del Comune di Montescudaio, lo ricorda con un post su Facebook. «Leggo ora sulla pagina della moglie Patrizia, alla quale va il mio abbraccio più sincero, la notizia della morte di Claudio. Ricordo, oltre ai tanti anni di lavoro insieme, gli anni’ 70, quando io giovane assessore lo conobbi la prima volta quando entrò in Comune a Montescudaio come bibliotecario e insieme mettemmo su la biblioteca, che non esisteva, nei locali della Torre civica». Molti messaggi di cordoglio sono arrivati anche dal mondo del teatro: dall’Ordigno di Vada, dalla compagnia di cui era presidente. Oggi, alle 15.30, il funerale nella chiesa della Santa Famiglia. –
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