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L’Itis saluta le sue colonne Bernardini e Puccini «Prof fuori e dentro l’aula»
I due insegnanti di italiano e storia vanno in pensione Avevano iniziato insieme l’avventura al “Marconi” nel 2000
lezioni di vita
Venti anni indimenticabili, tra lezioni, interrogazioni e decine di progetti portati avanti con impegno e passione insieme agli studenti. Ora arriva il momento della pensione per Daniela Bernardini, 62 anni di Buti, e Luigi Puccini, 67, di Cascina, insegnanti di italiano e storia dell’Itis “Marconi” di Pontedera.
Dopo tanti anni salutano le loro cattedre, le aule, i ragazzi e le ragazze con cui hanno condiviso un percorso di studio e di vita insieme. Due pezzi di storia dell’Istituto Tecnico che concludono insieme la loro carriera proprio come era cominciata nel 2000/01, il loro primo anno scolastico all’Itis.
La professoressa Bernardini veniva da 10 anni tra gli istituti “Sismondi” di Pescia e il “Falchi” di Montopoli, mentre per il professor Puccini era la prima esperienza in un istituto superiore dopo 20 anni da maestro nelle scuole elementari.
I colleghi che hanno collaborato a molti progetti insieme, lasciando nel cuore degli studenti un ricordo prezioso. Iniziative come “Vivere la storia”, “Il treno della memoria”, “CinemInclasse”, “Costellazioni”, “L’Europa e il mondo”, “Progetto eccidi”, “Adotta un articolo della Costituzione”, “Il quotidiano in classe”, “Percorsi danteschi”, “La Costituzione nello zaino” e molti altri, e poco proprio poco prima della pensione con la classe IV Cte hanno vinto il primo premio per il concorso nazionale “Le vittime del dovere”.
Emozioni ed esperienze incancellabili, come dimostrano le parole di alcuni degli studenti seguiti in questi anni dai due insegnanti.
«Il termine “professori” non rende la passione con cui hanno svolto il loro lavoro – ricorda Marco Barsotti, diplomatosi all’Itis nel 2006 – sono stati insegnanti dentro e fuori dall’aula. Grazie al loro approccio diretto mi hanno insegnato a studiare la storia per capire il presente, ragionando sui fatti con spirito critico».
Alessandro Giosa, elettronico, diplomato nel 2001 conserva il ricordo della professoressa Bernardini «come un dono prezioso. Gli sono grato per avermi trasmesso la passione per la letteratura, cosa non banale in un istituto tecnico». —
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