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Condannato il tifoso che uccise Marco

Condannato il tifoso che uccise Marco

L'ultras viola di Orentano morto nel 2017 a 41 anni fu travolto da un’auto durante gli scontri tra supporters di Benfica e Sporting a Lisbona

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ORENTANO

Marco Ficini, 41 anni, di Orentano morì in seguito a un incidente stradale in una rissa tra gruppi di ultras fuori dallo stadio di Lisbona, dove era andato per supportare la squadra di casa, gemellata con la Fiorentina. A distanza di anni il principale imputato nel processo per l’omicidio è stato condannato a 4 anni di carcere per omicidio colposo aggravato. Luis Pina investì con la sua auto Ficini, tifoso della Fiorentina, che faceva parte del gruppo Settebello.

La morte di Ficini avvenne nella notte tra il 21 e il 22 aprile 2017 nei pressi dello stadio Da Luz, alla vigilia del derby tra le due squadre di Lisbona, lo Sporting e il Benfica. La morte di Ficini avvenne durante gli scontri tra i sostenitori delle due squadre portoghesi. Ficini si trovava là perché i tifosi di Sporting e Fiorentina sono gemellati. Pina, che all’epoca dei fatti, era legato al gruppo di ultrà del Benfica “No Name Boys”, è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo aggravato.

L’avvocato difensore aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato sostenendo che fosse stato Ficini a infrangere il codice della strada. La Procura aveva invece chiesto la condanna dell’imputato per omicidio, omissione di soccorso e danni all’integrità fisica. Nell’ambito della stessa inchiesta, altri 21 imputati, tra tifosi del Benfica e dello Sporting, sono a processo per accuse a vario titolo di omissione di soccorso e di concorso in rissa. Secondo l’accusa quella sera, alla vigilia del derby tra le due squadre di Lisbona, alcuni tifosi dello Sporting, gemellati con quelli della Fiorentina, vennero attaccati dai sostenitori del Benfica.

Quella sera, quando cominciarono ad arrivare le tristi notizie da Lisbona, in paese molti associarono il cognome, Ficini, con una persona di Orentano, visto che nel paese è molto diffuso. Poi la conferma che si trattava di Marco, che nel paese del bigné era praticamente cresciuto anche se la sua famiglia si era poi trasferita a Roma, come hanno fatto tanti che lavorano nel settore delle pasticcerie.

Il primo ad essere informato era stato il fratello Andrea. La famiglia della vittima si era chiusa nel dolore preferendo restare lontana dai riflettori anche se il loro caro era rimasto coinvolto in un fatto di cronaca.

Il babbo del tifoso morto a Lisbona, faceva il pasticcere e da tempo si era trasferito con la famiglia a Roma. La mamma e il fratello vivono ancora a Orentano.

Marco in paese c’era cresciuto perché d’estate la sua famiglia non rinunciava a trascorrere le vacanze in Toscana e nel paese di origine. Anche se a distanza di tempo, si comincia a fare chiarezza sugli incidenti avvenuti in occasione di quella che doveva essere solo una partita di calcio. –

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