Il Tirreno

Pontedera

coronavirus

"No ai tamponi fatti per stare sereni, è il medico che deve fare il triage"

Sabrina Chiellini
Le dottoresse che fanno parte della cooperativa
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Le dottoresse che fanno parte della cooperativa

Intervento della dottoressa luciani della cooperativa “mg macaone 2000” formata da medici di medicina generale

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CALCINAIA. Sono giornate devastanti per i medici di medicina generale: vaccinazioni, visite domiciliari, ambulatorio, quarantene, nuovi casi sospetti, Dipartimento Igiene e Prevenzione irraggiungibile da mesi e ormai al collasso quando c’è da tracciare chi deve fare le quarantene o anche solo per notificare i referti. In questa fase della pandemia emerge che l’idea del medico di famiglia, che visita da solo nel suo studio è ormai superata. La medicina territo-riale del futuro si farà in team multiprofessionali. A Calcinaia, quest’estate, è nata una cooperativa di medici di medicina generale, Mg Coop Macaone 2020, in riferimento all’omerico   medico guerriero degli Achei, che anticipa quella che sarà l’organizzazione territoriale della medicina. La fondatrice, assieme ai colleghi Monica Pucci e Romano Pardossi, è la dottoressa Mirene Anna Luciani, me-dico di base in Fornacette di Calcinaia e Buti.

«Eravamo già in medicina di gruppo – spiega – abbiamo scelto di associarci in cooperativa per migliorare le nostre condizioni di lavoro e anche per dare più servizi ai cittadini». Cosa prevede? «Offriamo ai cittadini la possibilità di rivolgersi a uno degli altri medici associati in caso di urgenza e in caso di assenza del proprio medico. È possibile consultare gli altri medici associati solo per prestazioni non rimandabili al giorno successivo (come un certificato o la prescrizione di un farmaco) e nel rispetto degli orari e delle modalità organizzative dei singoli studi. Una segretaria ed un’infermiera, inoltre, collaboreranno con noi medici aiutandoci nelle attività ambulatoriali.

È prevista altresì l’introduzione presso gli ambulatori dei medici di famiglia della diagnostica di primo livello, come ad esempio le ecografie, gli elettrocardiogrammi o gli holter pressori. In questo momento lavorare in rete diventa indispensabile – aggiunge Luciani – dobbiamo garantire l’accesso in sicurezza agli ambulatori anche se le visite vengono effettuate solo su appuntamento. Siamo impegnati con lunghe e complicate sedute vaccinali. L’Asl ha bloccato la distribuzione dei vaccini antinfluenzali fino all’inizio di novembre. Per cui ci siamo trovati nella condizione di annullare numerosi appuntamenti». Non sempre i cittadini hanno compreso le difficoltà. «Avevo dato l’adesione al portale aperto da Fimmg Pisa, tanti pazienti si sono prenotati lì. Dopo due forniture l’Asl ci ha informato che la distribuzione è sospesa». I vaccini arriveranno ma al momento possono essere somministrati solo ai pazienti più fragili e alle categorie a rischio. La pandemia non aiuta: «Dobbiamo lavorare in sicurezza ma l’Asl non consegna più i Dpi direttamente nei nostri ambulatori, dobbiamo andarli a ritirare con altre difficoltà».

Sui tamponi: «Non si fanno ai contatti dei contatti, non si fanno perché “così siamo più tranquilli”, come richiedono alcuni. La scelta del percorso diagnosti-co attraverso i test specifici sul territorio è a carico del Dipartimento Igiene e Prevenzione, sulla base di precise indicazioni, e del Medico di Medicina Generale se vede nuovi pazienti sintomatici e sulla base di un triage. Il tracciamento lo fa il Dipartimento Igiene e Prevenzione. Non possiamo fare i tamponi a chi sta bene solo perché nella scuola frequentata dai figli ci sono casi positivi. Questo non è plausibile».

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