Italia
Oltre venti famiglie in più al mese aiutate dalla Caritas
Forte aumento di persone in difficoltà economiche che si rivolgono all’Emporio della Solidarietà della Caritas diocesana al seminario vescovile di Volterra. Pasco: «Seguiamo in media 50 nuclei familiari, a ottobre siamo arrivati a 71»
VOLTERRA. Da una media di 50 famiglie al mese alle 71 di ottobre. Detti così questi numeri significano poco o niente. Ma se li associamo agli aiuti erogati dall’Emporio della Solidarietà “Non di solo pane”, progetto iniziato un anno e mezzo fa dalla Caritas diocesana di Volterra, si comprende bene la portata della crisi economica creata dal dilagare del coronavirus.
Il momento è delicato per tutti, ma a Volterra sembra si stia creando un contesto davvero difficile. «I numeri parlano chiaro – dice Patrizio Pasco, che gestisce l’Emporio della Solidarietà –. Si tratta di famiglie pressoché italiane, alcune immerse nei problemi da tempo, altre invece che si sono ritrovate in crisi in pochissimo tempo». Colpa del lockdown, della riduzione della mole di lavoro in tanti settori che ha comportato più disoccupazione. Insomma, i soliti tristi motivi che il Covid-19 sta acutizzando rendendo la situazione davvero esplosiva.
«Il nostro centro è diocesano – aggiunge Pasco – ma è fatalmente più agevole utilizzarlo da parte dei volterrani o dalle persone che al massimo abitano nei comuni della Valdicecina, come Montecatini, Castelnuovo o Pomarance. Abbiamo anche famiglie dell’Alta Valdera, ma in maggioranza sono i volterrani a rivolgersi a noi. E, specialmente negli ultimi tempi, abbiamo visto crescere in maniera importante il numero delle persone che ci chiede una mano per poter mettere in tavola un pasto caldo o avere una prospettiva seppur minima per fare la spesa».
“Non di solo pane” non è assistenzialismo puro e semplice. Ci si avvicina dopo aver fatto un percorso fatto di una chiacchierata col centro di ascolto della Caritas e dopo essere stati valutati dall’apposita commissione creata per dare un senso temporale agli aiuti destinati a quella determinata famiglia. L’assistenza fornita dall’Emporio della Solidarietà, infatti, non consiste solo nel poter ottenere cibo o prodotti per la casa. Ma si viene educati a come fare la spesa in economia, ma anche dal punto di vista qualitativo. E per questo i responsabili della Caritas diocesana stabiliscono un arco temporale per sostenere le persone per poi provare a farle andare da sole incontro alle problematiche quotidiane.
Un progetto che costruisce un percorso sociale, quindi, ma che la crisi da Covid ha obbligato a rivedere in parte i piani. «Prima del coronavirus – riprende Patrizio Pasco – la strada era questa. Si stabiliva il tempo in cui si doveva aiutare una famiglia per poi vedere come se la cavava da sola. Molti, superate le difficoltà legate alla perdita temporanea del lavoro, sono ripartiti senza grandi problemi. Ma ora, col dilagare della pandemia e gli scarsi sbocchi occupazionali, assistiamo a situazioni a cui dobbiamo prolungare il periodo di assistenza perché non riescono a uscire dalle difficoltà economiche, pur mettendoci tutta la buona volontà».
Settantuno famiglie con 191 persone prese in carico da “Non di solo pane” sono numeri davvero rilevanti per una città come Volterra. Ma che la dicono lunga sull’onda della crisi generata dall’epidemia in corso. «Da considerare anche il fatto che le persone di Volterra che assistiamo – sottolinea ancora il responsabile dell’Emporio della Solidarietà – sono prevalentemente italiane». Altro elemento esplicativo di una crisi economica che, in certi ambiti, è davvero fuori controllo. —
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