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nella zona sportiva di bientina 

Fino a quaranta pazienti Covid ricoverati nella struttura aperta con 20 anni di ritardo

alessandro bientinesi
Fino a quaranta pazienti Covid ricoverati nella struttura aperta con 20 anni di ritardo

Il presidente della Regione Giani alla presentazione del centro di cure intermedie. Il sindaco: «Valvola di sfogo per gli ospedali»

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BIENTINA

Sono già 14 i pazienti Covid positivi che, nei primi dieci giorni dalla sua apertura, sono stati ricoverati nel nuovo centro per le cure intermedie di Bientina. E potrebbero presto arrivare a 40, il numero massimo di posti disponibili, in caso di necessità. Il 19 ottobre scorso, infatti, è stata finalmente aperta la struttura sanitaria a distanza dal primo stanziamento di risorse per la sua costruzione avvenuto addirittura nel 1991. Dopo ritardi (l’inaugurazione era prevista nel 2000), fallimenti di ditte appaltatrici, problemi progettuali e una montagna di problemi che ha fatto lievitare i 4 miliardi di lire stanziati inizialmente, ieri la struttura di via Falasch (nella zona sportiva) è stata presentata. «Questo è il punto finale di uno sforzo che ha dato, in particolare negli ultimi due anni, un’accelerata decisiva a un iter lungo – ha detto il sindaco Dario Carmassi –. Questa struttura è una valvola di sfogo per la pressione che la pandemia sta dando agli ospedali».

Nei due piani del centro sono previsti al piano terreno i servizi e sopra le 20 camere doppie, ognuna con bagno. «Questa è una delle risposte che stiamo dando insieme alle Asl per arginare la pandemia – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani –. I contagi si aggirano ormai da giorno intorno ai 2000 casi, un livello che impone di non guardare solo al periodo attuale ma anche alle condizioni di emergenza che potrebbero vedere ancora un aumento dei casi di positività. Se in Toscana il sistema sanitario è in affanno? Ci sono numeri allo stato attuale che non parlano di un sistema in difficoltà».

Questa struttura, visto anche l’investimento spalmato in molti anni dall’azienda sanitaria, vedrà il suo utilizzo passare da centro di terapia dei pazienti Covid a centro di terapia intermedia. «Questi 40 nuovi posti letto non sono stati rimodulati, ma resteranno anche nel post emergenza sanitaria – ha spiegato la direttrice generale dell’azienda Usl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani –. Un centro che in futuro servirà ad ampliare la rete di cure intermedie. Il territorio pisano, però, si conferma come snodo centrale nella lotta al coronavirus. Non ci sono code per i tamponi anche per il grande lavoro di smaltimento dell’analisi dei tamponi nei grandi centri dislocati proprio a Pisa, e legati all’azienda ospedaliera universitaria, e a Livorno e Lucca. Abbiamo, invece, grosse difficoltà con il sistema di tracciamento. Nella prima fase era più facile, ora il meccanismo è sempre più complesso con la diffusione del virus a tutti i livelli. Per questo, anche dai percorsi universitari, sono stati già assunti 79 medici in più tra i laureati. Dobbiamo arrivare il prima possibile a 120». –



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