Gioco
Linda e Massimiliano brindano ai vent’anni del bar di fronte al Lotti
La coppia festeggia l’ambito traguardo dell’attività davanti all’ospedale di Pontedera: «Siamo partiti senza esperienza, ma volevamo realizzare un sogno»
PONTEDERA. Intorno al bar caffetteria Roma, in vent’anni, è cambiato il mondo. Dalla viabilità all’ospedale Felice Lotti, divenuto centro sanitario di riferimento per tutta la Valdera, passando dai visitatori ai locali circostanti. Ma dietro il bancone, il sogno dei due titolari, Linda Betti e Massimiliano Scacciati, moglie e marito, continua ad essere sempre lo stesso.
«Abbiamo aperto quando avevamo ventiquattro anni e oggi ne abbiamo quarantaquattro – spiega sorridendo Linda – vent’anni fa, il 28 ottobre 2000, decidemmo di realizzare un sogno».
Vent’anni di attività per uno dei bar più conosciuti di Pontedera, grazie soprattutto alla sua gestione e alla sua posizione che, negli anni, ha portato tantissimi clienti a sorseggiare il caffè e a fare colazione proprio in via Roma. «Siamo partiti senza esperienza nel settore, non avevamo qualcuno in famiglia che aveva già fatto questo mestiere – continua Linda – avevamo sempre lavorato come dipendenti ma, a un certo punto, abbiamo deciso di provarci».
E dopo vent’anni, l’esperimento è più che riuscito, nonostante tutte le difficoltà. «Mantenere un’attività per tutti questi anni non è scontato – dice – soprattutto adesso, con tutte le restrizioni e il momento che, purtroppo, non è facile per nessuno».
Dal 2000 ad oggi, però, Linda e Massimiliano si sono creati una clientela affezionata. «In vent’anni, con l’ampliamento dell’ospedale, è aumentata l’affluenza – specifica – tanti clienti sono diventati amici e abbiamo visto bambini nati qui di fronte che oggi hanno diciassette o diciotto anni». Insomma, il bar Roma è un vero e proprio punto di riferimento per tanti. Anche per i donatori di sangue, che dopo la donazione possono farvi colazione gratuitamente.
«Adesso, però, la situazione è un po’ brutta – commenta Linda – forse siamo stati i primi a risentirne sin da subito: con tutte le restrizioni che l’ospedale ha dovuto adottare, il numero di amici e di parenti che fanno visita ai pazienti è diminuito di molto». Per questo, mentre la domenica è sempre stato giorno di apertura visto il grande afflusso di clienti, Linda e Massimiliano hanno deciso di chiudere. «La domenica è diventato il nostro giorno di riposo – prosegue – via Roma è sempre stata un po’ più deserta nel fine settimana, forse perché la gente si sposta più verso il centro, ma oggi il numero di visitatori è molto calato».
Il pensiero finale, poi, è dedicato a tutti coloro che hanno accompagnato i due titolari in questi anni. «Se siamo arrivati fino a questo punto è grazie ai clienti di una vita e a tutte le persone che hanno creduto in noi e che ci vogliono bene – conclude Linda – e grazie anche a noi, che ce l’abbiamo fatta». —
Pietro Mattonai
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