Il dolore
Bibolotti: «Un passo falso che avremmo potuto evitare»
La consigliera sull’intesa saltata per la nomina alla presidenza del consiglio «Un accordo è come un contratto, disattenderlo è un brutto segnale per i cittadini»
cascina
L’opinione su quel che è successo lunedì sera in occasione del primo consiglio comunale è netta: «Penso sia un passo falso che avremmo potuto evitare». L’avvocatessa Cristina Bibolotti è chiara nell’esprimere il proprio stato d’animo. Lo ha fatto anche con il sindaco, Michelangelo Betti, dopo che una parte della maggioranza che ha portato alla vittoria il primo cittadino ha disatteso l’intesa sul suo nome per l’elezione a presidente del consiglio comunale preferendogli quello di Mirko Guainai, poi effettivamente eletto con 13 preferenze (contro le 12 per Bibolotti) e il contributo determinante delle opposizioni. Un fatto definito grave dalle liste che hanno sostenuto il neo nominato vice sindaco Cristiano Masi al primo turno delle amministrative e Betti al secondo. Liste che ora chiedono con forza un chiarimento e la convocazione di una riunione di maggioranza in tempi brevi.
«Ho parlato con Betti – racconta l’avvocatessa – sono andata a cercarlo e gli ho detto che è stato un episodio che mi ha addolorata dal punto di vista politico. Per me un accordo preso ha pari dignità di un contratto, disattenderlo è un brutto segnale nei confronti dei cittadini».
Secondo lei cosa è successo? Perché l’intesa sul suo nome è saltata?
«Questa è una domanda che andrebbe fatta al Pd. Ma mi sono fatta la mia idea: evidentemente un nome come il mio è ingombrante da tutte le parti. La Lega non avrebbe mai potuto convergere sul mio nome, fortunatamente per me, aggiungo. È una medaglia da mettere al petto sapere che la Lega fa di tutto, anche scendere a compromessi con Pd e 5 Stelle, per opporsi a una mia nomina: questa è una cosa che mi fa estremo piacere. Da parte del Pd credo ci sia stata mancanza di coordinamento e di dialogo con noi. C’era un accordo sul mio nome ma non era “scolpito sulla pietra”, era una cosa che poteva essere valutata e discussa, si poteva trovare convergenza su un altro nome senza alcun problema. Nel rispetto delle varie posizioni e delle individualità e indicazioni delle liste “Cascina oltre” e “Cristiano Masi sindaco” potevano esprimere un altro nominativo. Non c’era la necessità di dare un riconoscimento a me ma alle liste che hanno dato un grosso apporto alla vittoria d Betti al ballottaggio».
Cosa succederà ora? Che conseguenze avrà quanto accaduto sul vostro percorso?
«Da una parte c’è un piano mio personale che gestirò, appunto, personalmente con ogni singolo consigliere di maggioranza per cercare di chiarire con ognuno di loro perché non hanno ritenuto di non dover considerare il mio nome di garanzia per le parti. E poi c’è il rapporto con le liste che si chiarirà nella riunione di maggioranza chiesta con urgenza. Sottolineo che la preminenza va al riconoscimento della dignità di “Cascina oltre” e “Cristiano Masi sindaco”. L’aspetto mio personale in questa vicenda è marginale e secondario e non deve incrinare i rapporti politici». —
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