Il Tirreno

Pontedera

La protesta pacifica 

Il primo pasto in tenda nella palestra lo regala la pizzeria di Pasquale

Il primo pasto in tenda nella palestra lo regala la pizzeria di Pasquale

Continua l’iniziativa dei fratelli Bartaloni per chiedere al Governo di rivedere la chiusura dei centri sportivi Solidarietà bipartisan

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PONTEDERA

Le luci restano accese. La palestra è ufficialmente chiusa perché non può svolgere alcuna attività dopo l’ultimo decreto del presidente del consiglio conte. Ma tra macchinari, manubri e cyclette c’è vita. Una luce. Quella accesa da chi, come i titolari della palestra Infit, i fratelli Marco e Massimo Bartaloni, vuole fare sentire la proteste di un settore che è stato messo in ginocchio dalle restrizioni imposte dal Governo.

E’ il momento della prime testimonianze di solidarietà. La vicinanza si vede nelle piccole cose, nei gesti semplici. Il primo a dare una mano è Pasquale Famiglietti, titolare di una pizzeria di Pontedera, che l’altra sera ha offerto la cena ai titolari della palestra. Cibi da asporto, come prevede la normativa e consegnati con tanto di scontrino fiscale con importo zero.

Il tutto immortalato nel video che i Bartaloni hanno pubblicato sulla pagina Facebook del loro centro sportivo, nella zona della Bianca, che è stato ristrutturato recentemente. «Dormiremo nella nostra palestra», avevano detto domenica pomeriggio i due fratelli dopo avere letto l’ennesimo decreto.

Ieri la politica si è fatta avanti, dopo il primo giorno di silenzio. Il sindaco Matteo Franconi è stato nella palestra per portare la sua vicinanza ad un settore che rischia tra i più penalizzati anche se è considerato tra i più sicuri. «Grazie per la vicinanza», sono le parole dei fratelli Bartaloni che anche ieri sera hanno dormito nella tenda da loro allestita all’ingresso della palestra. Sono stati alla palestra anche la consigliera regionale della Lega, Elena Meini, insieme al commissario comunale di Pontedera Giorgio Petralli e ai consiglieri Lega di Pontedera Rebecca Stefanelli e Domenico Pandolfi. «Perché le palestre, i bar, i ristoranti e non i mezzi pubblici, i porti e le stazioni? Non capiamo il metodo di scelta e di valutazione. Saremo sempre dalla parte dei lavoratori perché sono loro il nostro motore di vita e di speranza. Vi siamo vicini. Grazie per il vostro sano esempio». Anche Matteo Bagnoli, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, esprime vicinanza ai titolari della palestra. «L’ultimo decreto firmato da Conte dà la mazzata finale alla già agonizzante economia italiana». —

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