Gioco
Betti tende la mano alle opposizioni: «Decidiamo insieme le misure anti-Covid»
Il neo sindaco: «Superiamo le ruggini della campagna elettorale, il fronte della pandemia non è di sinistra né di destra»
cascina
La “linea” non è ostentata ma è già chiara. Nei giorni scorsi, a fronte dell’ennesimo acquazzone con zone della città finite sott’acqua, il neo sindaco di Cascina Michelangelo Betti aveva affidato ai social una considerazione: senza stare a guardare di chi fossero le responsabilità, senza prendersela insomma con chi c’era prima di lui, la necessità era pianificare e intervenire per risolvere il problema. Così pure lunedì sera in occasione del suo primo discorso all’insediamento in consiglio comunale, ha adottato un atteggiamento simile su un altro tema. «In uno dei prossimi consigli comunali – ha detto – ci sarà una delibera per il rientro del Comune di Cascina nell’Anci. Non lo dico in polemica o per motivi di contrasto con la precedente amministrazione». Tanto basta, forse, per intuire la scelta di campo del primo cittadino: guardare avanti, più che indietro. Preferire il dialogo. E quando possibile lavorare anche d’intesa con le forze di opposizione. Soprattutto in piena emergenza Covid. Betti, riferendosi al ruolo di coordinamento dell’Anci, parlava proprio dell’esigenza di affrontare insieme agli altri Comuni le difficoltà conseguenti alla pandemia.
«Usciamo ora dalla campagna elettorale, forse un po’ di ruggini dovute al confronto elettorale ci sono ancora – afferma il primo cittadino –. E devo dire che fino ad ora anche io sono stato molto impegnato sull’emergenza Covid. Ma ritengo che questa partita non abbia né destra né sinistra, vediamo se da parte delle minoranze ci sarà la disponibilità a condividere le misure da mettere in campo per il Covid. Stiamo già lavorando alla piena riattivazione del Coc (il Centro operativo comunale, ndr) chiamato a gestire una fase dell’emergenza diversa da marzo e aprile: non c’è una serrata, non parliamo soltanto di emergenza sanitaria e sociale, adesso dobbiamo andare a gestire i diversi settori di attività che restano operativi».
Se potesse mettere tra parentesi l’emergenza sanitaria ed economica, che sono, come ha più volte ribadito, inevitabilmente la priorità, quali temi metterebbe al primo posto nell’agenda amministrativa per il territorio?
«Più a breve termine la riscrittura di un po’ di regolamenti che ci troviamo ora a gestire, sia in ambito sociale che ambientale, in particolare il regolamento relativo ai rifiuti urbani. Più a lungo termine l’obiettivo è quello della transizione ecologica dell’economia. Abbiamo sottolineato il tema ambientale e della progettazione europea: tornare a investire anche cercando la leva pubblica e trovare risorse dall’Europa per il Polo tecnologico di Navacchio che può crescere ancora. In questo modo il tema delle attività produttive può diventare tema ambientale per far crescere il territorio a impatto zero».
A quando la prima riunione di giunta?
«Ci siamo già visti prima dell’insediamento del consiglio. Giovedì (domani per chi legge, ndr) ci ritroviamo e sarà quello il giorno della giunta. Ma già oggi (lunedì scorso, ndr) abbiamo cominciato a ragionare di come incontrarci e abbiamo definito le prime urgenze».
Della vita di prima, cioè prima di diventare sindaco, cosa già le manca di più?
«Un po’ di tempo libero. Un po’ di corsa… Potrei dire i viaggi, ma su questo per ora la politica c’entra poco, dato che non si può viaggiare a causa del Covid. Ero abituato ad andare in Inghilterra almeno 4 volte all’anno, non parto da gennaio. Appena usciremo dalla pandemia il primo pensiero probabilmente sarà andare a Brighton». —
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