La prima sorpresa si chiama Guainai È lui il presidente del consiglio comunale
Carica “soffiata” a Bibolotti con lo zampino della Lega che riesce a far eleggere Chiara Cini alla vicepresidenza
cascina
Il convitato di pietra si chiama Covid-19. E anche per colpa sua la prima seduta del consiglio comunale di Cascina è fuori dall’ordinario: niente pubblico nella sala grande de La Città del Teatro, diretta Facebook che va a singhiozzo, saluto del sindaco, Michelangelo Betti, incentrato sulla pandemia.
Anche, dicevamo. Perché a scombussolare i piani di un insediamento già fortemente condizionato dall’emergenza sanitaria c’è, ovviamente, la politica che (a sorpresa?) decide di far sedere sulla poltrona più in vista dell’assemblea cittadina non l’avvocatessa Cristina Bibolotti (lista Cristiano Masi sindaco) in pole position alla vigilia del consiglio ma piuttosto il consigliere Pd Mirko Guainai. Che ieri peraltro già presiedeva la seduta in qualità di consigliere anziano e che l’aveva aperta con la voce un po’ rotta dall’emozione conquistandosi il primo applauso del nuovo mandato: «Sono orgoglioso di aprire la prima seduta del consiglio – ha detto – ed entusiasta di sedere in consiglio per la seconda volta». La sua soddisfazione l’ha espressa anche per il debutto «di tanti giovani e volti nuovi in consiglio non solamente nel Pd». A conferma di «un segnale forte di rinnovamento della politica cascinese».
presidente e vice presidente
Ci vogliono due scrutini per eleggere Guainai. Tra il primo e il secondo voto i capigruppo decidono di confrontarsi: dieci minuti di sospensione. Al “primo giro” l’unico nome venuto fuori è quello di Bibolotti ma per lei i voti sono “solo” 10, 16 le schede bianche. Insomma la maggioranza non ha puntato tutta su di lei. E in effetti l’accordo non c’è. L’opposizione fa i suoi conti e decide di divertirsi un po’. Al secondo giro lo scontro è tra Guainai e Bibolotti: il Pd grazie anche ai voti della Lega la spunta sulla lista Cristiano Masi sindaco. E proprio il vicesindaco Cristiano Masi si limita a constatare, a fine consiglio: «Avete visto come è andata». Il sindaco conferma in effetti che la scelta di Guainai non era nelle previsioni: «In questa circostanza ho fatto il consigliere – dice Betti –. È un riconoscimento importante per Guainai, di certo anche Bibolotti è una figura importante che per professione e impegno politico poteva meritare la carica di presidente del consiglio senza problemi. E in effetti la cosa si è decisa su un voto di differenza». Ma alla vicenda la Lega dà un’altra lettura: «Subito un inizio in salita per la maggioranza che si spacca nettamente e clamorosamente» dicono i consiglieri della Lega che parlano di «un brutto "spettacolo" offerto da una maggioranza che, fin dalle prime battute in aula, appare piuttosto sconclusionata». E “gongolano” per la larga maggioranza (15 voti al secondo scrutinio) sulla nomina della vice presidente, Chiara Cini.
il covid, il teatro e la rete guasta
Le altre particolarità della prima seduta di consiglio sono tutte legale all’emergenza Covid. Intanto niente pubblico in sala, quella grande de La Città del Teatro scelta apposta per cercare di ospitare il maggior numero di cittadini nonostante l’emergenza Covid e le norme sul distanziamento. Ma poi è arrivato l’ultimo Dpcm di Conte e alle 10 di ieri, a poche ore dalla seduta, è arrivato il no alla presenza del pubblico. Solo consiglieri, sindaco, assessori, personale del Comune (il minimo indispensabile) e stampa. Insomma sfuma la festa, compresa magari quella cenetta a fine seduta che poteva pure scapparci tra i consiglieri. Ma i ristoranti son chiusi.... L’assenza del pubblico e le misure anti -Covid impongono anche una diretta online della seduta. Ma la rete fa le bizze e il consiglio è costretto a uno stop imprevisto. Meno male che in giunta c’è anche un ingegnere informatico, Claudio Loconsole. E la diretta riparte.
il discorso del sindaco
E di emergenza sanitaria non poteva non parlare Betti. «Questo stesso spazio che ci ospita – afferma riferendosi al teatro – racconta la differenza della situazione che stiamo vivendo rispetto a quella di qualche mese fa. Per certi versi sembra la trasposizione in interni di un quadro di De Chirico. Questa sala diventa lo specchio di quello che abbiamo di fronte e quello che dobbiamo gestire». E nel merito delle scelte che saranno fatte nei prossimi mesi ribadisce: «Ritengo che a questa pandemia globale serva trovare risposte come comunità: rinnovare gli interventi di sostegno, introdurre nuovi aiuti alle categorie in difficoltà». E mentre il Coc allestito per l’emergenza riparte a pieno regime anche le deleghe agli assessori si adeguano. Ci sarà anche quella al Covid «ma speriamo per il minor tempo possibile», conclude Betti. —
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