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Edicole sacre devastate, sdegno nella comunità «Vogliamo ricostruirle»

Sabrina Chiellini
Edicole sacre devastate, sdegno nella comunità «Vogliamo ricostruirle»

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«Ma quali incidenti stradali… le edicole sono state prese a picconate». L’impressione è unanime: le tre edicole sacre che una settimana fa sono state danneggiate alla Capannina di Lari e nel comune di Terricciola sono il risultato di un atto vandalico. Basta andare a verificare sul posto per capire che se le opere fossero state distrutte da un’auto o anche da un trattore per terra sarebbero rimasti delle tracce. Niente di tutto questo. E poi le tre edicole sacre sono state colpite dall’alto per farle collassare.

I danneggiamenti sono avvenuti in tre posti distinti. Uno vicino a via del Pino, a due passi dall’Hotel San Marco. Il tabernacolo era su un tratto di un curva. Era già stato danneggiato e ricostruito. Conteneva una piccola scultura raffigurante la Madonna che non è stata trovata. «Se l’avesse colpita un’auto – sostiene una residente del posto – sarebbe rimasto qualche detrito per terra. Ci sono i segni del passaggio di un’auto, ma forse è quella dei vandali. È un fatto grave». L’altro “tempietto” si trova lungo la via del Commercio, per andare a Casciana Terme ed è stato distrutto con colpi assestati dall’alto. «All’inizio ho pensato che fosse un incidente – scrive sulla sua pagina Facebook Luca Barsanti – invece poi ho scoperto che ne sono state danneggiate altre nelle vicinanze. La farò ricostruire a mie spese e guai a che la sfiorerà», si sfoga.

La vicenda ha colpito molto chi vive in questa zona. Si temono altri raid. In Valdera e in Alta Valdera di edicole sacre lungo le strade ce ne sono numerose. Sono un patrimonio da tutelare. Tanti piccoli fari, punti di riferimento, sulle colline. Ma chi poteva avere interesse a distruggerle? I carabinieri, forse anche per non alimentare polemiche, hanno chiuso i danneggiamenti spiegandoli come la conseguenza di incidenti stradali. «Non so cosa possa essere successo – racconta Nicoletta Colonaci – Sabato mattina (una settimana fa) quando ci siamo svegliati l’edicola era a pezzi. Un incidente? Non abbiamo sentito niente anche se abitiamo davanti al tabernacolo». Chiediamo che fine abbia fatto la Madonnina che era all’interno dell’edicola. Ogni “tempietto” ha la sua storia, spesso tramandata anche per molti anni. In questo caso è la stessa cittadina a raccontarla. «Quando, ormai tanti anni fa, siamo venuti ad abitare in questa casa, l’edicola era vuota. Ho acquistato una piccola Madonna, l’ho fatta benedire a un sacerdote e l’abbiamo collocata nel tabernacolo». Così quando, una settimana fa, il piccolo manufatto è stato distrutto la donna è andata subito a vedere se avevano rubato la piccola scultura. «L’ho trovata nel fosso, nascosta dall’erba. L’ho messa in salvo, in casa nostra. Mia figlia è cresciuta con questa immagine. Non volevo che andasse perduta o restasse abbandonata».

Ora i cittadini sperano che le edicole sacre possano essere ricostruite e che si faccia chiarezza su chi le ha fatte a pezzi. Troppe coincidenze non convincono, come hanno segnalato alcuni consiglieri di Fratelli d’Italia che per primi hanno denunciato i vandalismi e che hanno chiesto e ottenuto la presentazione di un’interrogazione parlamentare sulla vicenda. «Tutte e tre le edicole sacre rappresentano la nostra storia, la nostra cultura e la nostra tradizione e visto il periodo molto particolare che stiamo attraversando è fondamentale arrivare immediatamente alla verità e se necessario intervenire in modo risoluto e deciso verso chi ha commesso questi atti», chiedono Matteo Bagnoli e Matteo Arcenni. —





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