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Pontedera

sanità 

Donazione di organi da un ottantenne L’Asl: giornata speciale

Coinvolti medici di anestesia e rianimazione, neurologia,  blocco operatorio, terapia intensiva e un’équipe dell’Aoup 

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PONTEDERA

Donazione di organi da parte di un ottantenne all’ospedale di Pontedera. L’Asl Toscana Nord Ovest parla di una «giornata speciale, di quelle che capitano quattro volte l’anno». Un risultato importante, malgrado il periodo di Covid, ottenuto dal coordinamento locale trapianti del Lotti guidato da Nicoletta Cioni.

La donazione di organi avvenuta tre giorni fa (ma la notizia è stata diffusa solo ieri) è stata la seconda del 2020. «Il donatore è stato un uomo di circa 80 anni – spiegano dall’Azienda sanitaria –. L’équipe medica del coordinamento, composta dai medici della struttura di anestesia e rianimazione, della neurologia e del blocco operatorio ha avviato la procedura di valutazione d’idoneità del donatore, insieme alla responsabile del percorso donativo, Tamara Biscioni, della struttura di terapia intensiva, guidata da Paolo Carnesecchi, e in sinergia con i centri regionale e nazionale trapianti. Una volta ottenuto il via libera, è stata un’apposita équipe chirurgica dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) a effettuare il prelievo degli organi, destinati a cambiare per sempre la vita, e anche a salvarla, ad un’altra persona, che in un’altra parte d’Italia, aveva bisogno di un trapianto». Per motivi di privacy, l’Asl Toscana Nord Ovest non specifica quali organi siano stati donati dall’80enne.

«Il percorso assistenziale di prelievo e trapianto di organi è tempo-dipendente e molto complesso – spiega Cioni – senza contare che con la pandemia da Covid in corso i procedimenti richiedono ancora maggiori accortezze. I nostri professionisti sanitari si sono impegnati per l’intera giornata e parte della nottata per portare a termine la procedura. Il percorso è stato condiviso con la famiglia del donatore e condotto secondo quanto predisposto dall’Organizzazione toscana trapianti, che prevede, tra l’altro, l’anonimato del donatore».

«Questi risultati – dice Luca Nardi, direttore sanitario dell’ospedale di Pontedera – sono prima di tutto frutto del senso etico dei nostri cittadini e delle loro famiglie. Uno speciale ringraziamento alla famiglia del donatore che ha condiviso questo ambizioso percorso assistenziale, contribuendo a restituire una nuova prospettiva di vita a pazienti bisognosi, per i quali il trapianto rappresentava l’unica opzione terapeutica rimasta. Ed è altrettanto doveroso ricordare il ruolo dei professionisti impegnati nel percorso e in particolare i medici e gli infermieri della terapia intensiva, del blocco operatorio, della neurofisiopatologia, della radiologia e del coordinamento locale ospedaliero che come sempre hanno dimostrato la loro sensibilità alla terapia trapiantologica ed elevate capacità professionali, con un livello ottimale di integrazione multiprofessionale e multidisciplinare con i professionisti della rete nazionale trapiantologica». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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