Lutto
Muore anziana contagiata e l’ospedale riaccoglie i positivi
Il figlio della vittima: «Vivere da vicino il virus è un’esperienza devastante» Spinelli: «Stop interventi, da lunedì il S. Pietro Igneo per i pazienti meno gravi»
fucecchio
Fucecchio piange un’altra “nonna” morta con il Covid. E intanto il San Pietro Igneo si appresta a tornare ospedale dedicato ai contagiati meno gravi, come già accaduto nei mesi della prima emergenza.
Ieri l’ultimo saluto ad Annunziata Pacini, classe 1935, morta all’ospedale di Empoli dove era stata ricoverata giovedì scorso, in seguito all’esito del tampone alla quale era stata sottoposta insieme al marito e alla badante: «Sono risultati tutti positivi – spiega il figlio Romolo Taddei – ma soltanto mamma è stata ricoverata: le sue condizioni erano più serie, anche perché aveva già altri problemi di salute. Per qualche giorno sembrava rispondesse bene alle terapie, anche i medici erano abbastanza ottimisti. Poi però è rapidamente peggiorata e non ce l’ha fatta».
Il Covid non ha lasciato scampo ad Annunziata: «Se ne sente parlare tanto di questo virus, ma viverlo da vicino è devastante: non abbiamo potuto farle visita in ospedale, erano i medici ad aggiornarci quotidianamente. E non abbiamo neanche potuto farle il funerale ma solo una rapida benedizione al cimitero».
Nel frattempo sono iniziate le operazioni per trasformare nuovamente l’ospedale di Fucecchio in centro “low care” con 30 posti letto per il ricovero di pazienti positivi al Covid ma non gravi. Probabilmente già da lunedì il San Pietro Igneo tornerà ad essere una “stampella” del San Giuseppe di Empoli, con la contemporanea interruzione degli interventi di protesi e la sospensione dei percorsi riabilitativi, in seguito a traumi o eventi come quelli di natura ischemica.
Venerdì 27 marzo ci fu l’attivazione di 30 posti letto dedicati al coronavirus al “San Pietro Igneo” dedicati alle cure intermedie, vale a dire per i pazienti in via di guarigione di messi da Empoli o dagli altri ospedali dell’area di Firenze, Prato e Pistoia, o a persone particolarmente fragili come quelle della Rsa “Gino Incontri” di Gambassi Terme, dove tutti i 35 ospiti, più una buona parte di operatori e di suore, risultarono positivi ai tamponi.
La chiusura del reparto-Covid a Fucecchio arrivò il 10 giugno, grazie al calo dei contagi e alle guarigioni conseguenti alle settimane di lockdown. Il 3 ottobre scorso il sindaco Alessio Spinelli consegnò il Leone Rampante, massima onorificenza cittadina, agli operatori del “San Pietro Igneo” per il lavoro svolto in quel periodo. Ma purtroppo quel capitolo non è chiusa e si va, purtroppo, verso il ritorno all’ospedale-Covid, come conferma il primo cittadino fucecchiese: «Da lunedì il San Pietro Igneo sarà nuovamente un “satellite” dell’ospedale di Empoli. Ospiterà i pazienti positivi al Covid meno gravi». —
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