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Trivella in Burkina Faso grazie a Shalom e colletta da 300mila euro

Trivella in Burkina Faso grazie a Shalom e colletta da 300mila euro

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SAN MINIATO

Una nuova trivella, restaurata e funzionante, con due camion, compressore e tutte le attrezzature necessarie per la realizzazione di pozzi artesiani in Africa, è partita per il Burkina Faso.

«Abbiamo caricato e trasportato al porto di Genova la parte fondamentale di questo progetto – spiegano dal Movimento fondato da don Andrea Pio Cristiani – da qui via nave l’arrivo in Togo nel porto di Lomè – e poi via terra per 1500 Km fino a Banfora in Burkina Faso».

L’operazione è stata possibile grazie al contributo della Fondazione “Aurora”, ad Acque Spa, a un generoso donatore che vuol restare anonimo e naturalmente dal Movimento Shalom. «Si ringrazia in modo particolare per l’apporto tecnico il volontario Shalom Luciano Campinoti, l’azienda Valiani e Lisandro Santini. L’ottava unità di perforazione (la prima fu inviata nel 1995) ha un valore di oltre 300mila euro e sarà gestita in loco dall’Ocades di Banfora, una azienda appositamente formata per la realizzazione di pozzi, con la supervisione del Movimento Shalom.

«La carenza di acqua in questo Paese africano, ha conseguenze drammatiche sulla popolazione, in particolare sui bambini. Molti infatti sono i bambini, ma anche gli adulti, malati di diarrea o di altre infezioni dovute all’acqua contaminata. Inoltre sono spesso le donne che ogni giorno percorrono a piedi lunghe distanze dal villaggio al pozzo più vicino, trasportando sulla testa l’acqua in taniche. Ancor più oggi con il Covid è sempre più urgente garantire l’accesso all’acqua a tutta la popolazione».

Inoltre Shalom sottolinea che «la cooperazione internazionale, talvolta considerata come uno spreco di risorse, in realtà è un’attività molto importante non solo perché interviene concretamente con progetti di sviluppo o con progetti umanitari in Paesi in via di sviluppo o economicamente svantaggiati, ma perché rappresenta per quelle popolazioni una crescita culturale, umana ed economica che consente loro di rimanere a vivere nella propria terra. Questo lo diciamo perché chi abbandona il proprio Paese nella maggior parte dei casi non lo fa mai con piacere, ma perché è spinto da serie necessità di sopravvivenza». Chi volesse contribuire alla realizzazione di un pozzo d’acqua nel deserto può mettersi in contatto con il Movimento Shalom (0571400462) oppure su www.movimento-shalom. org. –

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