Il Tirreno

Pontedera

Lo abbiamo accompagnato fino all’ultimo, mano nella mano

Il ricordo del fratello, l’affetto di centinaia di amici e conoscenti 

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Andrea, il fratello di Simone Rossi, ha affidato a un lungo post su Facebook il dolore e il ricordo per la scomparsa del familiare. Il padre Cirano Maurizio lo ha condiviso raccogliendo centinaia di attestati di condoglianze.

Ieri pomeriggio (sabato, ndr) è venuto a mancare per un male fulminante, mio figlio Simone di 27 anni. Un ragazzo solare e pieno di vita e di progetti. L’altro mio figlio Andrea ha scritto questo post che con profonda tristezza condivido: mai avrei pensato di provare un dolore simile, mai ho concepito nella mia mente quanto accaduto ieri.

Nessuna frase può rendere minimamente onore a ciò che rappresenta Simone, e chi lo conosce lo sa.

Siamo tutti completamente distrutti, sconvolti per una perdita che è impossibile accettare.

Ringrazio tutti voi per i messaggi di condoglianze, ma soprattutto per l’affetto e il bene che gli volete, per i tanti momenti di gioia e spensieratezza che avete passato con lui.

Sabato un’intera comunità si è stretta attorno a lui e ha combattuto insieme a lui fino alla fine.

È stato commovente: Simo è stato contento di poter vedere e parlare con i suoi affetti più cari. Mi riferisco ai suoi inconsolabili genitori, a me, alla zia Tania, a tutti i familiari, ma ancora di più alle persone che ha conosciuto e scelto, che rappresentano a tutti gli effetti una famiglia per lui: la sua eccezionale ragazza Chiara, i suoi fortissimi amici Alessio, Federico, Daniele, Riccardo, e tantissimi altri/e che sabato pregavano con noi e che, come noi, avrebbero donato degli organi per salvarlo.

È evidente: Simo non aveva un unico fratello; ha conosciuto e legato negli anni con moltissimi coetanei, veri fratelli e sorelle per lui.

Da parte nostra, lo abbiamo accompagnato fino all’ultimo, mano nella mano.

Ho perso il miglior fratello che una persona potesse desiderare.

Quanti ricordi indelebili ci legano.

Un ragazzo buono, solare, pieno di vita, mai una lamentela, mai un problema, sempre allegro e sorridente: naturale volergli bene e fare amicizia con lui. Felice: così ha vissuto.

Per questo è ancora più atroce: perché ci porta via la persona migliore, quella che sapeva vivere davvero, circondandosi di persone (anziché di oggetti), senza sprecare il proprio tempo.

Simo per me è fonte di ispirazione e non da questi giorni, visto che da anni racconto di lui anche ai miei studenti, per la forza che ha avuto nel ribellarsi ad alcuni pregiudizi, conseguendo una laurea così complicata come quella di Informatica. Una storia bellissima di riscatto e di fiducia nei propri mezzi.

È e sarà sempre il mio Orgoglio più grande: non per ciò che faceva, ma per la persona che era. Sono contento che lui lo sapesse, perché sono anni che glielo dico.

Quanto gli voglio bene... da parte di Andrea, uno dei suoi tanti e inconsolabili fratelli. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web