Gioco
Toiano, gruppo di giovani attori porta in scena la tragedia della bella Elvira
Al Teatro Novo di Pisa lo spettacolo ispirato all’omicidio del 1947 nella frazione palaiese, oggi paese “fantasma”
PECCIOLI. Una ragazza molto avanti rispetto al tempo che visse sulla terra. Da questo presupposto la bella Elvira rivive a teatro con il lavoro teatrale “Toiano” liberamente ispirato alla tragedia di Elvira Orlandini, uccisa con fendente alla gola nel pomeriggio del 5 giugno 1947 a pochi passi da casa sua mentre andava ad approvvigionarsi di acqua a una fonte di campagna. Venerdì 23 e sabato 24 (sempre alle 21. 15) andrà in scena al Teatro Novo di Pisa, in piazza della Stazione. Ingresso 10 euro, per studenti universitari 8. Sempre nel rispetto delle norme anti-Covid.
Con il patrocinio del Comune di Palaia e la Provincia di Pisa, con il sostegno di Due Esse Immobiliare e Acque SpA nel debutto pisano, giovani attori portano in scena lo spettacolo “Toiano”, proponendosi di raccontare un mutamento storico, generazionale, umano. E di indagare il rapporto che c’è tra il “vecchio” e il “nuovo” da una prospettiva che si trova a essere sempre, irrimediabilmente situata in un punto a metà questi due mondi, intesi più come delle entità.
Su questa soglia tra passato e futuro, i giovani protagonisti di questa storia guardano la propria epoca disfarsi sotto i loro piedi, attuando o tacendosi il desiderio di una fuga verso un altrove immaginario, mentre il tempo nuovo, inesorabilmente, avanza, portando con sé novità temute o sperate, ma sempre inimmaginate.
È un progetto teatrale promosso e coordinato da un gruppo di giovani attori toscani, appunto: Federico Ghelarducci, 28 anni, un passato da studente di ingegneria energetica a Pisa; Cecilia Bartoli, 24 anni, che ha scritto la drammaturgia; Nico Tedeschi 27 anni, Marta Bettini 30 anni, Saverio Ottino 30 anni, Margherita Galli 24 anni.
Il progetto “Cercando Toiano” mira a creare uno spettacolo che non andrà nella direzione di ricostruire il fattaccio del 1947. Esso è sicuramente ispirato a tale vicenda, ma più che trasporla in teatro per come essa è avvenuta, intende ricamare le trame inconcluse che la caratterizzano, integrandole con la storia del paesaggio e come esso si sia trasformato nel tempo. Ovviamente sul palco ci “saranno” Elvira e il fidanzato Ugo, ma anche due personaggi totalmente immaginarti come Nilde e Gosto, lei che lavorava al circolo di Toiano, lui migliore amico di Ancillotti.
Uno spettacolo della durata di circa un’ora e venti minuti che a Montefoscoli, sempre nel territorio di Palaia, nello splendido scenario del museo della civiltà contadina, ha avuto una specie di battesimo. Un’anteprima in una scenografia naturale, prima dello spettacolo a Pisa. Che, si augura la compagnia, sia il primo di una tournée in provincia.
Dice Federico Ghelarducci: «Siamo tutti giovani, molti quasi coetanei della stessa Elvira quando venne barbaramente uccisa da man ancora sconosciuta. Da quello che abbiamo letto di lei era una donna avanti rispetto ai tempi in cui viveva. La sentiamo vicina, ci affascina». Ma il gruppo è rimasto molto affascinato anche Toiano, al «mondo a misura d’uomo, che oggi manca, di allora e oggi «al suo spopolamento che lo rende quasi un fantasma che parla a chi sa ascoltarlo». —
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