Il Tirreno

Pontedera

Peccioli Alta Valdera
nel giorno del compleanno di dodò 

«Nella scelta tra bene e male pensate al nostro Domenico» - Foto

Alessandro Bientinesi
«Nella scelta tra bene e male pensate al nostro Domenico» - Foto

Lo spazio di via De Chirico intitolato al bambino ucciso dalla ‘ndrangheta. Durante la cerimonia la testimonianza dei genitori e l’appello rivolto ai ragazzi

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PECCIOLI. Un filo teso dalla Calabria fino alla Toscana. Dalla salsedine del mar Ionio alla porta della Valdera. Il comune denominatore è la legalità e il ricordo, più vivo che mai, di Domenico Gabriele. Vittima innocente, il 25 giugno 2009, della furia omicida della ‘ndrangheta. Dodò aveva 11 anni ed era nato il 17 ottobre. Ieri, proprio in occasione del suo compleanno, il ventiduesimo, i genitori Giovanni e Francesca per la prima volta hanno festeggiato il loro unico figlio, morto mentre giocava con il padre a calcetto, lontano dalla loro Crotone. Lo hanno fatto a Peccioli dove l’amministrazione comunale, in collaborazione con la scuola secondaria di primo grado che ha promosso un progetto sulla legalità, ha intitolato il nuovo spazio in via De Chirico proprio a Domenico Gabriele.

«Questo nuovo spazio, che cambia la visione e l’idea di una Peccioli nuova, dove la distinzione tra paese alto e paese basso non esiste più, sarò uno spazio di legalità – ha detto ieri alla manifestazione il sindaco Renzo Macelloni –. Siamo qui a celebrare il compleanno di Domenico Gabriele e abbiamo mantenuto la promessa fatta, anche alla sua famiglia, nonostante le difficoltà di questo periodo. Non ci siamo fatti fermare dalla tragedia del Covid-19».

Lo spazio è una sorta di piazza-giardino realizzato nella parte bassa di Peccioli e, non a caso, a pochi metri dal cantiere di quella che sarà la nuova modernissima scuola del paese. La copertura è stata realizzata dall’archistar Mario Cucinella, intervenuto ieri all’evento di intitolazione dello spazio. «Anche l’architettura è l’affermazione di legalità e libertà e rappresenta un diritto – ha detto Cucinella –. Gli studenti affrontano il tema del diritto allo studio, ma lo spazio è ciò che viviamo ogni giorno. È quello che ci rappresenta. E oggi, di fronte alla famiglia Gabriele e a tutte queste persone, siamo uniti in un momento importante sotto questa copertura».

Presenti anche gli insegnanti della scuola secondaria di primo grado di Peccioli, rappresentanti dal dirigente scolastico Gianluca La Forgia. «Abbiamo sviluppato un progetto con l’associazione Libera e volevamo che a Peccioli ci fosse nella toponomastica spazio alla memoria di Domenico – ha detto il dirigente scolastico –. Questo è un luogo di incontro importante e lo sarà anche in futuro, anche se oggi con la pandemia e l’emergenza Covid-19 è difficile persino incontrarsi. Ma lo facciamo in memoria di Domenico e sono felice che i nostri ragazzi siano presenti. Loro sono la dimostrazione dell’importanza dell’educazione alla responsabilità. Siamo anche in diretta con le scuole di Crotone e per noi è una grande soddisfazione unire Toscana e Calabria in questo momento di legalità».

A portare il tema della legalità nelle scuole di Peccioli è stato, in prima persona e per più volte, Giovanni Callori. «Bisogna imparare a educare i giovani alle notizie positive. E quella di Domenico Gabriele, seppur nella tragedia, è una testimonianza da diffondere, rispetto alle tante, negative, che circolano in particolare sui social – ha detto il coordinatore della provincia di Pisa di Libera –. Di solito il compleanno di Dodò viene festeggiato a Crotone con 600 studenti presenti. Oggi a Peccioli, grazie anche a un collegamento in diretta, ci saranno ancora più persone presenti nonostante le restrizioni di questo periodo».

Gli ultimi interventi, i più emozionanti e toccanti, quelli dei genitori di Domenico Gabriele. «Quel 25 giugno 2009 ho fatto quello che un qualsiasi padre fa con suo figlio, il mio unico figlio. Ho portato Dodò a giocare a calcetto – ha raccontato Giovanni Gabriele –. La partita era quasi finita quando ho sentito gli spari, sembravano quasi dei mortaretti. Pensavo a uno scherzo, invece ho visto dei ragazzi a terra. C’era anche Domenico, gli ho tirato su la testa ed era pieno di sangue. Dodò ha lottato per quasi tre mesi, poi è morto il 20 settembre». Una tragedia dalla quale, però, i genitori hanno creato una speranza. «Dobbiamo sapere, e questo spazio e gli studenti di Peccioli ne sono un esempio, che lo Stato esiste. Lo Stato siamo noi, lo stato non c’è dove non c’è il cittadino – ha detto ancora il padre del bambino ucciso nel 2009 dalla criminalità organizzata –. E ricordate, la mafia non ha un codice d’onore. Per i suoi affari uccide anche donne e bambini». Prima della cerimonia con la quale è stata scoperta la targa in memoria di Dodò, ha parlato anche la mamma Francesca rivolgendosi agli studenti pecciolesi. «Ragazzi, quando vi troverete a un bivio, tra il bene e il male, prima di scegliere pensate alla storia di Domenico. E oggi festeggiamo non solo il suo compleanno, ma ricordiamo tutte le vittime innocenti della criminalità». —

Prima che Giovanni e Francescascoprisserolatargainmemoria del figlio (foto), gli studenticoordinatidall’insegnanteGiovannaCioffi,hannoletto delle lettere rivolte aDodò.Altridellefrasidicolorochehannolottato contro lemafie epoi hanno messo in scena un flashmob,senzacantareeballare ma muovendo e battendo mani e piedi, a tempo con la canzone di Fabrizio Moro “Spara”.

L'ASSOCIAZIONE

Era la sera del 25 giugno del 2009 quando due sicari irruppero in un campetto alla periferia di Crotone, dove ragazzi e adulti stavano giocando a pallone. Anche Domenico Gabriele - per tutti Dodò - era tra i bambini che impegnati in quella partitella. Obiettivo dell'azione era Gabriele Marrazzo, un emergente della mala locale, che fu ucciso sul colpo. I killer, però, incuranti del pericolo, ferirono altre nove persone, tra le quali il bambino. Dodò fu ricoverato a Crotone, poi a Catanzaro. Morì il 20 settembre. Per mantenere viva la sua memoria, attraverso l’impegno sociale e attività benefiche, è nata l’Associazione Dodò Gabriele, decidendo di ricordarlo ogni anno il 17 di ottobre, giorno in cui avrebbe festeggiato il compleanno. I killer, Vincenzo Dattolo e Andrea Tornicchio sono stati condannati all’ergastolo.

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