Il Tirreno

Pontedera

in tutto il valdarno 

Vaccino antinfluenzale 3 operatori per migliaia di chiamate: servizio ko

Marco sabia

Prenotazioni affidate a un centralino della Fondazione I Care telefoni in tilt e prenotare la dose è (quasi) impossibile

3 MINUTI DI LETTURA





fucecchio

La stessa scena, ripresa però da due angolazioni: da un lato il comune cittadino, che in tempi di pandemia vuole farsi iniettare il vaccino antinfluenzale ma non riesce a contattare il centralino per fissare l’appuntamento; dall’altra i centralinisti volontari, che non riescono a gestire centinaia di chiamate su appena 3 numeri per un territorio di poco meno di 100. 000 abitanti.

Ne consegue che si scatena il caos, in un contesto in cui il caos causa Covid è diventato il pane quotidiano; succede nel Valdarno, dove per ogni Aft (Aggregazione funzionale territoriale, cioè i raggruppamenti di medici di medicina generale) è stato messo a disposizione un singolo numero di cellulare: uno per Fucecchio (che funzionava anche per Cerreto Guidi), uno per Santa Croce e Castelfranco di Sotto e uno per San Miniato e Montopoli. Le chiamate per vaccinarsi confluiscono tutte in una stanza con 3 volontari della Fondazione I Care di Fucecchio, dove i telefoni sono prossimi ad andare in tilt (tanto che devono essere “messi a riposo” a turno); e chi risponde si trova a gestire una mole di chiamate enorme e le proteste. Perché il primo disservizio lo incontra il cittadino, che vuole aderire alla campagna di vaccinazione antinfluenzale e vuole farlo velocemente, perché impaurito (anche se il vaccino in questione non protegge dal coronavirus ma riduce le possibilità che una febbre da influenza venga scambiata per Covid). L’organizzazione a monte è cervellotica: nel territorio dell’ex Asl 11 i medici di famiglia hanno chiesto già da luglio di provvedere a predisporre un sistema atto a gestire la prevedibile richiesta boom di vaccini; l’Asl Toscana Centro con la Società della Salute si è appoggiata alla Fondazione I Care, perché già aveva a disposizione dei numeri e del personale formato.

Solo che, come detto, i numeri sono 3 per 5 comuni. Si consideri che solo a Fucecchio dovranno esser vaccinate 4.000 persone: all’Euromedica di Fucecchio, per dirne una, vengono vaccinati circa 200 pazienti a settimana su un bacino di 2.000 (12 all’ora, uno ogni 5 minuti). Il problema si è venuto a creare perché il sistema non è andato a regime per tempo: i vaccini sono arrivati il 5 ottobre, i numeri sono stati attivati lunedì. Che è il giorno in cui i telefoni sono andati in tilt: «Si poteva fare meglio? – si domanda Marino Lupi, coordinatore Aft Fucecchio Cerreto –. La risposta è probabilmente sì. Noi siamo partiti con le riunioni il 17 luglio ma la macchina organizzativa ha richiesto tempo per partire. Chiedo alle persone però di non assembrarsi fuori dagli ambulatori, perché sennò da momento di massima prevenzione può diventare un potenziale focolaio. Serve pazienza, il vaccino ci sarà per tutti e verrà somministrato entro dicembre. Noi ad esempio siamo già pieni fino a martedì, segno che comunque qualcuno a quei numeri risponde. Anche fossero stati forniti dei numeri in più, sarebbe stato complicato gestire così tante chiamate contemporaneamente». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa