Il Tirreno

Pontedera

san luca degli alabastrai 

Un weekend tra arte, botteghe e tradizione

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VOLTERRA

Tutto comincerà con il pranzo di oggi al circolo Arci San Giusto di Volterra e poi ci sarà la merenda sul prato della chiesa simbolo del borgo. Sarà questo il via ufficiale della decima edizione del San Luca degli alabastrai, manifestazione ormai divenuta una tradizione per una delle anime della città etrusca. La serie di eventi sono è promossa dal comitato San Luca degli alabastrai e dal Comune di Volterra con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra e con la direzione artistica del Collettivo Distillerie. Una serie di appuntamenti tra musica, mostre, video, installazioni, poesia, cucina e cultura popolare.

Il proseguo della prima giornata, infatti, sarà caratterizzata da “Le strade bianche, city mapping”: un progetto del Collettivo Distillerie in cui un segno indicherà il luogo dove operavano le botteghe degli alabastrai nel dopoguerra, creando un percorso antropologico della città e della sua memoria, mentre lo stesso segno diventerà luminoso e grande nel prato della chiesa di San Giusto.

Domani all’Ecomuseo dell’alabastro è in programma, in collaborazione con Materiali Sonori, l’evento “Rumore bianco” con un video dell’artista volterrano Nico “Lopez” Bruchi sulla sonorizzazione di Marzio del Testa nella Bottega Pagni (fino al 25 ottobre). Al circolo Arci Garofano Rosso, invece, ci sarà “Compagni di viaggio”, un progetto di Alessandro Marzetti. Infine domenica, due appuntamenti: alle 11 la visita alla Bottega di Bomboniera a Borgo San Giusto e alle 13, nel giardino della stessa bottega, in collaborazione con Spazio libertario Pietro Gori, pranzo a tema oltre all’omaggio a Gori tra canti e poesie di Gianni Calastri e i Disertori.

«Un’edizione particolare – dicono gli organizzatori – un po’ perché arrivando all’edizione numero dieci il San Luca degli alabastrai si conferma come un festival fra i più interessanti del panorama indipendente, un po’ perché caratterizzato dal difficile momento che stiamo attraversando lo obbliga ad un programma adattato alle esigenze. Al centro allora si pone un segno grafico raffigurante un uovo, forma che ricorda l’alabastro come si presenta in natura, con dentro definita una A, simbolo della categoria e della sua carica libertaria». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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