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Covid, presto i tamponi anche dal medico di famiglia

marco sabia
Covid, presto i tamponi anche dal medico di famiglia

L’adesione dei professionisti al progetto è su base volontaria: ecco come funziona Ridotte le visite ai degenti negli ospedali: turno unico e una sola persona ammessa

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san miniato

Quella di ieri è stata una giornata frenetica dal punto di vista sanitario: l’Asl Toscana Centro ha annunciato di aver raggiunto un primo accordo coi medici di medicina generale per fare i tamponi nei loro ambulatori (l’adesione dei dottori è su base volontaria), così da ridurre i tempi di attesa della diagnosi e la riduzione delle liste di attesa ai servizi territoriali. Ma nel Valdarno si dovrà attendere ancora. Contemporaneamente, però, la stessa Asl ha ufficializzato una serie di paletti per le visite ai degenti in tutti gli ospedali aziendali (quindi anche Empoli, Fucecchio e San Miniato).

Ma andiamo per gradi, partendo dai tamponi dal medico di famiglia: questo accordo Asl–medici di famiglia permette una diagnosi differenziale dei casi sospetti da quelli con sindrome influenzale ed ha lo scopo di ridurre i tempi di attesa della diagnosi e la riduzione delle liste di attesa ai servizi territoriali.

II progetto prevede una partecipazione volontaria da parte del medico di medicina generale e sarà istituito uno specifico percorso interno all’area territoriale per la consegna dei tamponi, dei dispositivi di protezione individuale e per la consegna dei campioni nei laboratori di zona. Non è previsto alcun tipo di pagamento da parte dell’assistito. Una volta eseguito il test, il medico provvede all’accettazione e consegna del campione in laboratorio (che lo esamina e fa la diagnosi). L’intesa raggiunta tra l’Asl e l’organizzazione sindacale Fimmg «è un accordo – puntualizza l’azienda – propedeutico nell’ambito del quale verranno attivati specifici progetti sperimentali a livello locale. Ad oggi sono state presentate le prime progettualità da alcuni medici di famiglia da Aft di due aree territoriali, quella di Sesto Fiorentino e quella di Montelupo, Limite e Capraia, Vinci. Auspichiamo sia possibile avviarne ulteriori».

Capitolo ospedali (quasi) blindati. In un primo momento era stato annunciato lo stop completo alle visite ai degenti, una «decisione resa necessaria in questa fase dell’emergenza sanitaria ed in considerazione della situazione epidemiologica per mantenere e garantire un alto livello di sicurezza per le persone, evitare gli assembramenti ed il rischio di contagio in modo da assicurare i servizi essenziali, l’erogazione delle prestazioni sanitarie e garantire la tutela di pazienti e operatori sanitari. I familiari saranno informati telefonicamente dal personale del reparto sulla situazione del proprio congiunto». Poi l’azienda stessa, nel tardo pomeriggio, ha aggiustato il tiro, con una nuova comunicazione: «È in corso di elaborazione una ordinanza regionale per la regolamentazione degli accessi nelle strutture ospedaliere. L’Asl Toscana Centro, applicherà quanto contenuto nell’ordinanza e pertanto fino a quel momento adotterà le seguenti misure: le visite ai degenti si svolgono in un turno al giorno. È permessa la presenza di un solo visitatore per paziente in orario di visita. Non è consentita l’alternanza dei parenti nel turno di visita. È obbligatorio indossare la mascherina ed igienizzare le mani con il gel alcolico a disposizione nei dispenser posizionati all’ingresso delle stanze di degenza. Le visite nei reparti con pazienti affetti da Covid-19 sono vietate. Negli ospedali sarà affissa apposita cartellonistica con gli orari di visita. Per le persone che devono effettuare una prestazione sanitaria non sono ammessi accompagnatori tranne che per i minorenni, le persone disabili o comunque non autosufficienti e le persone con barriere linguistico-culturali». –



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