Anfiteatro, ecco un altro tunnel ma è caccia ai fondi per gli scavi
Oggi finiscono i lavori della campagna 2020 con risultati di grande rilievo A primavera la ripresa ma servono finanziamenti. Intanto parte l’Art bonus
VOLTERRA
«Scarico l’applicazione, guardiamo cosa c’è». È ancora una mattinata di fermento al cantiere dello scavo per far riemergere l’anfiteatro romano nella zona di Porta Diana. Manca un giorno alla fine dei lavori. Ma il finale è col bòtto. Dopo la scoperta dell’ingresso al tunnel sotterraneo che ha tre diramazioni nella parte sud della struttura, proprio ieri ne è arrivata una nuova: un altro camminamento che, molto probabilmente, passa sotto all’arena ricongiungendosi con quelli a sud. Il ritrovamento avviene nel cuore della mattina e gli archeologi riescono a far passare in un pertugio un bastone per i selfie con un telefonino agganciato e filmare il passaggio sotto terra. La ciliegina sulla torta di una campagna di scavo emblematica e che tutti sperano possa proseguire a primavera. L’incognita è fatalmente dovuta al reperimento di fondi che quest’anno sono stati ingenti (mezzo milione di euro). Ma che per il 2021 sono praticamente tutti da trovare.
aspettando franceschini
Dall’esterno può sembrare paradossale. Essere di fronte a così tanta meraviglia, di cui è stato fatto emergere un quarto del totale con rivelazioni notevoli e non sapere se e quando proseguire con il lavoro. Agli occhi del cittadino medio non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che dal governo arrivino ulteriori finanziamenti. Ma chi è dentro ai meccanismi della burocrazia è consapevole che, in casi simili, non c’è niente di scontato. Lo sa bene Elena Sorge, direttrice scientifica dello scavo e funzionaria della Soprintendenza per le province di Pisa e Livorno guidata da Andrea Muzzi. «Abbiamo invitato Dario Franceschini, ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo – dice l’archeologa – ma non c’è stata ancora l’occasione per una visita. Gli altri esponenti del governo che sono venuti a vedere lo scavo ci hanno rassicurati sul fatto che ci saranno finanziamenti per proseguire i lavori».
parte l’art bonus
In attesa di un lungo e tortuoso iter burocratico per sperare in un finanziamento statale, è partita la raccolta fondi tramite l’Art bonus sul web (Artbonus.gov.it). «Questo può essere un buon inizio – riprende Sorge – per porre le basi di una nuova campagna di scavo dalla prossima primavera». Che, visti i ritrovamenti degli ultimi mesi, sarebbe il modo migliore per far proseguire un’opera mastodontica che punta a svelare l’intera struttura lunga ottanta metri e larga sessanta con una forma ellittica.
restauro subito
«La parte che ancora non abbiamo scavato è sotto undici metri di terra», spiega Dario Ceppatelli, archeologo e ispettore di cantiere. È lui che fa gli onori di casa per una visita lampo all’anfiteatro tra tanto fango dopo le abbondanti piogge delle ultime ore e tecnici del restauro che sono già al lavoro per la conservazione di quanto scoperto finora. «Occorre intervenire subito per creare le migliori condizioni di conservazione e mettere al riparo i reperti dalla brutta stagione – sottolinea –. Sarà un lavoro che andrà avanti per circa venti giorni. Poi ci sarà il rompete le righe». Ma non prima di un grande pranzo nel cantiere, previsto per oggi, in cui raccontare aneddoti e ripensare ai grandi risultati di questa campagna. I tunnel usati dagli abitanti per accedere agli spettacoli nei tre ordini di posto (summa, media e ima cavea con quest’ultimo riservato ai cosiddetti vip). Ma anche la parte a sud in cui si vedono chiaramente i gradoni su cui erano appoggiate le lastre per far sedere gli spettatori. Oppure il corridoio perimetrale a nord che aveva un utilizzo di servizio, da cui passavano anche le belve per le lotte coi gladiatori. E uno dei passaggi usati da questi ultimi nella parte nord per il trionfale ingresso nell’arena.
il sogno della città
Guardare i corridoi contornati da muri perfettamente conservati o pensare ai tunnel fa volare la mente a quando potranno accedervi i turisti. «Credo che l’utilizzo dovrebbe essere proprio quello di far vivere appieno l’anfiteatro agli appassionati di archeologia o ai semplici visitatori della città – riprende Ceppatelli –. Quello sarebbe davvero il massimo. Intanto, però, c’è da mettere in sicurezza l’area perché qui la pioggia riesce a smuovere grandi quantitativi di terra. Sotto questo aspetto, abbiamo lo stesso problema dei romani. Ma stiamo lavorando bene e sono fiducioso anche per il futuro. Io, da volterrano, aspetterò di potermi rimettere all’opera e ogni tanto verrò a vedere se il nostro gioiellino è al sicuro». —
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