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Navacchio 

L’attività di un ristorante rallentata da mesi per un cavillo dell’Eni

Lorenzo Lazzerini
L’attività di un ristorante rallentata da mesi per un cavillo dell’Eni

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CASCINA

Il 16 agosto avevano salutato i clienti dando loro appuntamento a settembre. In programma c’era l’inaugurazione del nuovo locale, ma il ristorante “Dai Sardi” è riuscito a ripartire soltanto ad ottobre, con molta fatica e soltanto con il servizio pizzeria. Colpa di una brutta storia di burocrazia iniziata a luglio e che ancora non vede la fine, causando grossi problemi al locale di Navacchio lungo la Tosco Romagnola, molto conosciuto per i piatti tipici della Sardegna. «Da tempo volevamo spostarci e non vedevamo l’ora di inaugurare il nuovo locale – racconta Maurizio Columbanu, uno dei titolari del ristorante “Dai Sardi” –. Il 6 luglio ci siamo messi in moto con Eni per attivare il contratto di fornitura per la nuova utenza di gas».

Due giorni dopo l’istruzione della pratica i tecnici di Toscana Energia effettuano il primo sopralluogo. Poi la macchina si inceppa. Il tempo corre veloce e ad agosto Maurizio non ha ancora nessuna notizia sul suo nuovo contratto. E per un’attività come la sua restare senza gas equivale a non poter lavorare. «Sto provando in tutti i modi a risolvere la questione, è un continuo rincorrersi tra chiamate al call center e visite all’Energy Store di Eni a Cascina, ma sono sempre stato rimpallato da una parte all’altra. Il 28 settembre, quando ci è stato assegnato il codice identificativo dell’utenza pensavo di essere arrivato a una svolta». Invece, spunta un altro intoppo. «Purtroppo non è finita qui, perché ci è stato detto che per la posa del contatore manca ancora la delibera 40 sull’accertamento dell’impianto per l’attivazione del gas, in pratica un lasciapassare per l’installazione del contatore. Quindi da una parte Eni riscontra problemi con la generazione dei documenti per la delibera 40, sostenendo che il sistema genera un errore che non riescono a bypassare. Dall’altra c’è un’attività di ristorazione che non riesce ad entrare a regime e che a causa di questa storia ha perso oltre un mese di lavoro». Ma “Dai Sardi” non può permettersi di stare fermo, e dal primo ottobre ha riaperto nel nuovo locale, sempre a Navacchio sulla strada Tosco Romagnola, a 20 metri dal precedente, ma soltanto con il servizio pizzeria. «Non è l’inaugurazione che sognavamo – ammette Maurizio – ma senza gas non possiamo cucinare e non potevamo certo rimanere chiusi ancora a lungo». Come se non bastasse l’emergenza Covid a creare difficoltà alle attività di ristorazione e non solo, anche la burocrazia rappresenta un ostacolo difficile da superare. —Lorenzo Lazzerini

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