Il Tirreno

Pontedera

Omicidio di Castelfranco, sequestrati documenti a casa Checcucci

Sabrina Chiellini
Omicidio di Castelfranco, sequestrati documenti a casa Checcucci

Durante la perquisizione i carabinieri hanno acquisito anche gli estratti conto intestati alla vittima e i contratti d’affitto

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CASTELFRANCO. Si infittisce il mistero attorno all’uccisione di Roberto Checcucci, 53 anni, di Fucecchio, trovato cadavere due settimane fa in un fosso vicino all’argine dell’Arno e a via dei Tavi a Castelfranco di Sotto. Quando è stato trovato morto lungo un viottolo sterrato, domenica 27 settembre, non aveva con sé documenti di identità e nemmeno il cellulare. Poteva essere un caso, hanno pensato all’inizio gli inquirenti che da 15 giorni stanno scavando nella vita della vittima alla ricerca di un indizio che possa condurli al movente dell’omicidio. Invece la vittima un telefono cellulare non lo aveva. Così come non aveva profili social e nemmeno un computer.

Per questo motivo i carabinieri che nei giorni scorsi sono stati a casa Checcucci per effettuare una accurata perquisizione hanno rivolto la loro attenzione a libri, estratti conto e documenti vari (tra cui i contratti d’affitto), rimasti nella camera della vittima o in altre stanze. Al fratello Gilberto, sentito più volte, i carabinieri hanno chiesto informazioni per conoscere meglio le abitudini e la personalità della vittima. Un uomo, almeno all’apparenza, senza amici. Una persona solitaria, un camminatore abitudinario: faceva sempre lo stesso percorso. In tanti lo conoscevano di vista, nessuno ha idea di come trascorresse le sue giornate. Di primo impatto è stato escluso il movente della rapina finita nel sangue. Tra l’altro l’omicidio è avvenuto in una zona di aperta campagna, in un giorno - la domenica mattina - in cui l’argine è abbastanza frequentato. È strano che nessuno, a parte il pensionato che potrebbe aver visto l’omicida mentre colpiva l’uomo poi trovato nel fosso, abbia visto i due uomini litigare sull’argine, nei pressi di un canneto.

Le indagini vanno avanti sempre nella speranza che dalla vita del 53enne emerga qualcosa di utile per inquadrare il contesto in cui è avvenuto il delitto. Da ieri, intanto, il fratello della vittima si sta adoperando insieme ad un’impresa funebre per trasportare la salma al Fucecchio e per organizzare il funerale al fratello.

Dalla Procura c’è l’autorizzazione alla sepoltura, devono però essere svolte alcune pratiche burocratiche.

«Non so più nemmeno io cosa devo fare – spiega il fratello della vittima – so solo che la mattina del 27 settembre ho salutato mio fratello e non l’ho più rivisto. Sono passati 15 giorni e ancora non si sa niente. Non si sa chi lo ha ucciso. Lui non dava noia a nessuno. Cosa è successo? Come lo hanno trovato? Il colmo di questa situazione è che sono venuti a perquisire casa mia nei giorni scorsi. Sinceramente non so più cosa pensare».

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