Gioco
vita da ambulante
Maura “regina” delle leccornie dietro al suo storico banco
Roberta Galli
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Maura con il fratelloNon solo sacrifici per Cheli, 59 anni di Calcinaia: anche passione e prodotti d’eccellenza per i clienti
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CALCINAIA. Il mercato è tutta la sua vita. Una vita fatta di tanta passione, di sacrifici, ma ripagata da molte soddisfazione. A cominciare dai clienti che da più di 30 anni si fidano della sua professionalità e dei suoi prodotti gastronomici.
Parliamo di Maura Cheli, 59 anni, di Calcinaia, un concentrato di simpatia ed ottimismo, iscritta alla Fiva Confcommercio di Pisa e titolare di un banco ambulante per la vendita di generi alimentari, a partire dalla porchetta, il suo piatto forte, fatta ancora come una volta. Ma da Maura si può trovare, oltre ad un sorriso anche quando non c’è il sole, un po’ di tutto: pane, salumi, formaggi, baccalà, acciughe, vino, birre, bibite, dolci e perfino una tazzina di caffè espresso che può essere consumata comodamente seduti al tavolino sotto una tenda allestita di fianco al camion-banco.
Un lungo impegno quello di Maura Cheli, portato avanti sempre nell’ambito dello street-food, per i mercati e le fiere della Toscana, prima con il marito (adesso in pensione) e con il fratello Claudio, attualmente suo braccio destro. «Tutto ebbe inizio tanti anni fa con mia suocera Adorna – racconta Maura –. Io avevo 18 anni ed ero impiegata in un’azienda di mobili. Fu mia suocera, donna decisa e forte, ad intraprendere questo mestiere che io poi ho portato avanti. Non ci crederete, ma la nostra impresa, nell’ambito della gastronomia, nacque dall’acquisto da parte di mio suocero di un ombrellino, di quelli che si utilizzano per ripararsi dal sole sulla spiaggia. Un oggetto, che secondo la signora Adorna, era stato pagato troppo dal marito e quindi per riprendere i soldi spesi, la mattina dopo decise di mettersi a vendere i cocomeri del loro podere davanti a casa. L’idea funzionò, l’ombrellino fu ripagato, ma quel commercio accese in lei, ed in me, che all’epoca ero fidanzata con suo figlio, quella voglia di mettere su qualcosa in proprio. E dai cocomeri passammo pian piano alla porchetta. Erano sicuramente altri tempi. Meno burocrazia, ma il lavoro credetemi era duro lo stesso, come adesso. Ma quando ci sono passione e voglia di portare avanti qualcosa in cui si crede veramente, il sacrificio diventa meno pensante».
L’impresa di Adorna e Maura funzionava bene. E dal banco davanti a casa, negli anni Ottanta ci fu il salto con l’apertura del banco. «E con lui, insieme al nostro furgone super attrezzato – continua Maura – cominciammo a girare per i mercati. Un po’ in tutta la Toscana, ma non solo. Insieme a mio marito, che subentrò a mia suocera nel nostro progetto, anche le fiere divennero un nostro punto di riferimento. Se guardo indietro, vedo tanti chilometri percorsi, ma anche tanta soddisfazione di aver portato avanti un lavoro fatto con il cuore».
Tutte rose e fiori? Sicuramente no. Anche nell’ambito del settore enogastronomico ambulante la crisi ha bussato. «L’importante – sottolinea Maura – è saper cavalcare i tempi, adeguarsi alle mode, ma non abbandonare mai i prodotti di qualità. Anche nel nostro piccolo abbiamo intrapreso alcuni cambiamenti, come servire anche il caffè, ed i clienti li hanno apprezzati. Sicuramente il mercato non è più quella famiglia di una volta. La globalizzazione e l’introduzione di prodotti stranieri non sempre di qualità sui banchi hanno, secondo me, allontanato un po’ di clientela, ma l’importante è non mollare, guardare avanti con fiducia, nella speranza di poter ristabilire quel clima di un tempo, fatto di unione e di forza. Solo restando uniti e aprendo ai giovani, perché di possibilità questo lavoro ne può ancora offrire se ci si crede, niente è perduto. Io sono ottimista per natura e mi piacerebbe lo fossero anche molti dei miei colleghi». —
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