Il Tirreno

Pontedera

la ristrutturazione 

Il castello di Buti verso una nuova vita Lavori da dicembre

Nilo Di Modica

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BUTI

«Se dovessimo raccontare il senso di una serata storica come questa in pochi secondi potremmo dire “sì, è vero”». Così il sindaco Alessio Lari, al teatro Di Bartolo di Buti a sintetizzato qualcosa come quarant’anni di attesa: tanto i butesi hanno aspettato e sperando che il “loro” castello riprendesse vita dopo averlo acquistato dalla famiglia Ferragamo nel 1977. «Un intreccio di sogni e prospettive che finalmente diventa realtà, per essere restituito ai butesi che in questi decenni ne hanno fatte vivere le stanze», ha commentato Lari alla presentazione del progetto di recupero, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, il consigliere regionale Antonio Mazzeo, i presidenti delle fondazioni Pisa e Sistema Toscana, il soprintendente Andrea Muzzi, oltre ai progettisti e ai curatori della riqualificazione, oggetto di una collaborazione con l’Università di Pisa.

Un progetto monumentale che, solo nel primo lotto dei lavori (da dicembre alla prima vera 2022), vedrà un investimento di 830mila euro, di cui 200mila del Comune, altrettanti della Regione e 430mila della Fondazione Pisa. La prima fase riguarderà la torre e la parte seicentesca del palazzo in affaccio a via Marianini. Per una progettualità che, come hanno più volte sottolineato i vari ospiti a cominciare dall’avvocato Stefano Del Corso della Fondazione Pisa, «sia di alto profilo e realizzata attorno a una specifica funzione».

E l’uso della struttura non può che rispettare il senso che incentra Buti nella storia del territorio pisano e nella sua geografia: un polo culturale per eventi e mostre e un luogo di testimonianza della cultura popolare locale.

Oltre agli affacci della sommità della torre e del terrazzo, che diverranno punti panoramici, nel progetto si pensa alla divisione degli spazi: eventi, seminari, formazione e caffetteria ai piani inferiori; un’area per le contrade e per le tradizioni della zona, fra cui la gastronomia o il canto del Maggio, oltre a uno spazio per il Monte pisano nella parte superiore.

«Pisa alle volte non si rende adeguatamente conto di quanta ricchezza varrebbe alimentare una maggiore sinergia fra la costa e la provincia – ha dichiarato il presidente Giani – penso a tutto quel mondo che ruota attorno al monte pisano e trova in Buti una delle sue perle: la Certosa a Calci, la torre di Caprona, la rocca a Vicopisano, la Verruca. Tutta questa “rete” potrebbe trovare qui una sua magistrale testimonianza».

Progettazione del secondo lotto entro il 2021. —

Nilo Di Modica

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