Sicurezza
Pedinamenti e telecamere per individuare i pusher
CECINA
È stata un’indagine alla vecchia maniera, con parecchi pedinamenti. E con l’installazione di telecamere in quelli che sono considerati i luoghi chiave dello spaccio. Senza trascurare le intercettazioni telefoniche.
È così che i carabinieri della compagnia di Cecina, diretti dal capitano Christian Bottacci, e del Nucleo investigativo labronico, guidato dal maggiore Michele Morelli, hanno stroncato il traffico di droga fra il quartiere romano di Tor Bella Monaca e la Valdicecina. Le operazioni, scattate ieri mattina, hanno visto la collaborazione dei colleghi del Sesto battaglione “Toscana” e del nucleo cinofili di San Rossore, a Pisa.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Massimo Mannucci e fra i clienti dei presunti spacciatori - una sessantina in tutto - ci sono anche quattro minorenni. Le indagini sono scattate dopo alcune operazioni antidroga concluse nel gennaio del 2019 e sono andate avanti per quasi due anni.
Non a caso a dicembre di un anno fa vi fu un primo arresto (in flagranza di reato) nei confronti degli stessi Elia Lecci e Mattia Giannellini, sorpresi con cocaina e ketamina. «La marijuana chiamata “Nicole Kush” era molto più eccitante e c’era molto più interesse nel rivenderla», ha spiegato il capitano Christian Bottacci.
«Durante l’intera attività investigativa – prosegue il maggiore Michele Morelli – sono stati effettuati altri sei arresti in flagranza di reato. In quell’occasione si è capito che il canale di approvvigionamento era inusuale: di solito, in quelle zone, arrivava dal nord Italia, invece in questo caso era da Roma». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google